Natale è festa per la mamma e io ho adeguatamente esternato la mia partecipazione.
Il papà non ha una festa simile, ma mi sembrava giusto esternargli allo stesso modo tutta la pappa in faccia nella festa del papà.
Archivio per marzo, 2010
santificare le feste
sabato 20 marzo 2010festa del papà
venerdì 19 marzo 2010All’asilo nido, oltre che fare conoscenza con la maestra, si gioca e si preparano sorprese. Oggi ho fatto, con le mie mani, un porta penne da regalare al papà per la sua festa. È di legno e io l’ho personalmente colorato di giallo e arancione. Per stare sul classico l’ho abbinato a una cravatta che ho fatto acquistare alla mamma.
Papà forse si aspettava una wii, ma da come si è commosso penso di aver fatto il regalo giusto.
Ha anche commentato che non voleva sapere che colori io avessi utilizzato e quanti ne avessi mangiati. Deve essere proprio contento per non essere curioso.
un posto chiamato asilo nido
giovedì 18 marzo 2010Questa settimana la mamma mi ha portato in un posto nuovo e diverso da tutti quelli che ho visto finora. Ho sentito che ne parlava con il papà, che lo chiamavano asilo nido e che parlavano di “inserimento”. Mi sembravano anche un po’ timorosi.
L’asilo nido è un posto dove ci sono altri bambini e c’è una signora che chiamano maestra e ci sono tanti giochi.
Gli altri bambini sono più grandi: certi avranno persino 2 anni, e sono sicuro che il papà ha amici più bassi di loro. Ma non importa io mi sono concentrato sui giochi e ho lasciato stare i bambini grandi. Dopo un po’ però mi sono accorto che la mamma mi aveva lasciato solo.
Saran mica cose da fare?
Mi ha lasciato solo tante volte, ma sempre in posti che già conoscevo e con persone che già conoscevo, come i nonni o qualche zia (che poi un giorno mi dovranno spiegare come faccio ad avere così tanti zii e zie!).
Poi sono sicuro che mi insegneranno a non parlare con gli sconosciuti: non è mica coerente.
Comunque io ho deciso che per obbedire ai futuri insegnamenti dovevo conoscere bene la maestra e ho preteso di starle in braccio fino al ritorno della mamma e a quel punto per educare la mamma le ho tenuto il muso fin dopo pranzo.
Spero che imparerà a concordare con me quando e dove lasciarmi e a fare meglio le presentazioni.
sane abitudini
sabato 13 marzo 2010Il pannolino è una bellissima invenzione. E’ proprio quello che ci vuole per attutire le cadute sul sedere intanto che ancora non ho perfezionato il mio equilibrio.
Però ha anche i suoi svantaggi, per esempio il fatto che se ci faccio pipì dentro mamma e papà non se ne accorgono subito e mi tocca tenerlo bagnato per un po’, con gran fastidio.
E’ per questo che quando mi cambiano cerco di far pipì appena prima che me lo rimettano, così almeno sono sicuro di stare asciutto il più possibile.
Non ho ancora capito perché ma papà e mamma non sembrano entusiasti di questa mia sana abitudine, sembra anzi che si lamentino perché bagno il fasciatoio. Son strani i grandi!
cortesie
giovedì 11 marzo 2010Nell’ultimo fine settimana ho deciso che era ora di dar retta alla mamma e di cominciare con un po’ di educazione (ci tiene tanto, dice che sarà importante nel mio futuro. Dice anche che sarà una mia peculiarità – la mamma ama le parole difficili).
Ho iniziato con il papà ovviamente – meglio testare prima sul soggetto meno intransigente sull’argomento – e mentre mi vestiva ho infilato spontaneamente le mani nelle maniche. Ha chiamato subito la mamma che non è stata sorpresissima dato che qualche tentativo l’avevo fatto in settimana, ma per non illuderla avevo fatto quello che sta pensando ad altro così le era rimasto il dubbio che fosse stato casuale.
Rendendomi però conto che la cosa era stata un po’ troppo facile, ho aggiunto un paio di livelli di difficoltà: ok infilare le mani nelle maniche, ma mi afferro all’altezza del gomito così rimangono a metà e devono riuscire ad aprire le dita, se ci riescono mi afferro all’orlo della manica (e qui ogni tanto desistono). In fondo devono imparare che crescere non è così semplice.
Poi ho proseguito con l’educazione, sempre con il papà, e quando mi ha chiesto la mia amata tartaruga durante il bagnetto gliel’ho data. Ha subito chiamato la mamma, e tutti e due erano lì che mi guardavano con un sorrisone, e ho capito che per loro è una cosa speciale aver capito che mi devono chiedere le cose per averle ma io rivolevo la mia tartaruga, che loro poi cosa se ne faranno non si sa, ma per fortuna sono abbastanza intelligenti e ci sono arrivati e dopo un po’ me l’han ridata. Quindi ho capito che devo un po’ insistere ad educarli io, e quando me l’han richiesta e io gliel’ho data mi sono concentrato e ho fatto subito la faccia che vuol dire ‘mica ve la vorrete tenere voi???’ e me l’han ridata subito.
’sta cosa di educarci a vicenda è un po’ faticosa ma quasi sempre funziona.
perdite di tempo
martedì 2 marzo 2010Ho riflettuto a lungo, alcuni mesi, direi quasi una vita, e ho deciso che l’insonnia non è affatto un problema.
Al contrario, il vero problema è proprio il sonno.
Dormire è proprio una gran perdita di tempo, con tutte le cose interessanti che ci sono da guardare, scoprire e soprattutto assaggiare in casa e nel mondo.
Oggi non ho tempo!
Oggi voglio stare sveglio!
Vivere!
E scoprire tante cose…

