Archivio per giugno, 2010

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mercoledì 30 giugno 2010

Son qui da un anno e che posso dire, posto carino, gente simpatica, il cibo lascia un po’ a desiderare ma ci sono buone prospettive di miglioramento.
Sono ottimista.

bellezza e comodità

venerdì 18 giugno 2010

La mamma ha un sacco di quelle macchioline marroni che hanno tutti, però ne ha poche di quelle veramente belle, cioè quelle a rilievo che si possono prendere tra le dita e pizzicare. Una, bellissima, ce l’ha sul lato del collo; non so perché la mamma gira sempre la testa per non farmici arrivare, ma oggi ho scoperto che invece che spingerle di lato la faccia premendo sulla guancia posso prendere la comoda e pratica maniglia che le spunta in mezzo.

il pericolo DIFFICILE è il mio mestiere

martedì 15 giugno 2010

Sì beh ok vedo che son capaci tutti di camminare quindi non vedo perché fare lo sforzo che non perdo mica tempo a provar cose che posso fare quando voglio.
Molto più divertente salire sulla scala a pioli (ieri) e togliere i copripresa dalle prese di corrente, che non ci crederete, ma sono DURISSIMI da sfilare!

Però pare che alla mamma queste cose non vadano molto bene, anche se per farle capire che so che non si dovrebbe fare faccio sempre no col dito, che io sono un bravo bambino e mi dico di no da solo – non che io abbia capito esattamente cosa voglia dire (qualcosa tipo ‘non fare le cose divertenti’ non mi sembra plausibile), ma spero si apprezzi la buona volontà.
E invece no! La mamma fa sempre un sacco di scene e dice che a furia di ‘ho perso dieci anni di vita’ i prossimi sono 137.

Certo che li porta bene!
 

meglio tardi che mai

lunedì 14 giugno 2010

Ed ecco che è uscito anche il secondo dente. Non che mi facciano male quando escono, ma mi viene sempre la febbre o qualcos’altro – stavolta la congiuntivite – così i miei non si annoiano, soprattutto se siamo via.
 

bye bye baby

giovedì 10 giugno 2010

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L’altro giorno ero nel passeggino che guarda avanti e ho pensato che era molto maleducato starmene seduto lì coi gomiti sui braccioli e i piedi accavallati sul manubrio a guardare la gente che mi veniva incontro senza degnarli di un gesto, così ho cominciato a salutarli. E loro mi rispondevano! All’inizio la mamma non si è accorta che io salutavo per primo perché c’era la capotte abbassata, ma poi ha guardato e si è messa a ridere molto perché diceva che salutavo come la regina d’Inghilterra che non so bene chi sia ma dev’essere una signora beneducata.
Poi ho capito e invece di ruotare la mano su sé stessa ora la stringo a pugno, a volte anche tutte e due assieme, perché sono proprio un piccolo milanese quindi faccio ciao nè e me ne vado.

Ciao nè.
 
 

giochi un po’ stupidini

mercoledì 9 giugno 2010

Ma quello che ha inventato la scatola con il coperchio bucato in varie forme per poterci mettere dentro cubi, cilindri, stelle e piramidi, si sarà accorto che è molto più facile aprire la scatola, metterci dentro cubi, cilindri, stelle e piramidi e richiudere la scatola?
Chissà quanto tempo perde, lui, per mettere in ordine!

il pericolo è il mio mestiere

lunedì 7 giugno 2010

Scendere dal letto, dal divano, dalle sedie è ormai un esercizio facile che so fare all’indietro e in avanti, di piedi e di testa.
Salire è un po’ più difficile, ma ci riesco quasi ovunque, manca solo la sedia a dondolo che non sta mai ferma.
Arrampicarsi sui mobili, sul passeggino, salire in piedi sull’altalena è facile e divertente.

Mamma, papà: devo confessarvi che a volte però mi metto ancora più in pericolo.
Ogni tanto, quando sono in piedi e concentrato dimentico per qualche momento di reggermi con le mani! Dura poco, ché poi mi ricordo, ma a volte è successo.
Perdonatemi, sono uno sciagurato.

roma e il treno

mercoledì 2 giugno 2010

uff! che giorni faticosi!

Come ho già spiegato a la mimilotta sono stato molto impegnato. Il papà è sparito per due notti. Mi ha raccontato di essere andato a partecipare a un importantissimo torneo di calcetto e qui e lì e là.

E’ chiaro che ho dovuto fargli capire come queste cose non si facciano, ma penso che il metodo “piangere di notte, non voler dormire, voler stare sempre sempre sempre in braccio” abbia funzionato.

Ora che ha capito, posso tornare a occupazioni meno pedagogiche e raccontare ad esempio di quando siamo andati a Roma con il treno: è stato divertente!

Il treno è stata una bellissima scusa per stare un sacco in braccio alla mamma mentre il papà faceva divertire tutti portando mille valige (mie) su e giù dalla carrozza e anche dopo (per quasi tutto il viaggio in effetti) e per curiosare e giocare in questo posto lungo e stretto e affollato. Non mi han lasciato guidare, ma continuo a esercitarmi a casa per la prossima volta.

A Roma ho conosciuto tanti zii e zie nuove (ciao Momo, sei anche più simpatica di persona che nei commenti che mi lasci qui!) e lo zio Giorgio mi ha fatto ascoltare della bella musica

mi ha dato da mangiare una ricotta buonissima e mi ha fatto fare le ore piccole la sera.

Poi, mi sono vestito tutto elegante per il matrimonio, ma sono andato sull’altalena per la prima volta!

Yupppppppiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Yupppppppiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

E’ stata proprio una festa, ma devo tornarci perché anche se mi han detto che grazie al navigatore satellitare siamo passati a San Giovanni, al Colosseo, alle terme di Caracalla, al Pincio, a piazza del Popolo e in altri posti famosi io non li ho visti. Eravamo in macchina e dormivo, oppure pensavo alla pappa; invece voglio vedere questi e altri posti con calma.