Qui, tra un giro dal nonno, una cena dagli altri nonni, una vacanzina sul lago e una serata mondana è difficile stabilire delle vere routine, per fortuna.
Posso dire di essere un bimbo di mondo e di non annoiarmi mai alla sera.
D’altra parte qualche sana abitudine va mantenuta almeno in linea di massima e quindi cerco di educare anche papà e mamma ad alcuni riti importanti.
Il più consolidato è il lavaggio dei denti: ormai da mesi riesco a farmi accompagnare in bagno, seduto di fianco al lavabo, e a farmi passare spazzolino e ‘ficio per lavarmi i denti fino a che il papà mi porta via perché dice che “con uno spazzolamento del genere non crescerebbero più nemmeno a un castoro”.
Ormai torna a essere un’abitudine sicura anche il bagnetto. D’accordo, questa si era interrotta per causa mia, ma adesso ci ho ripreso gusto e me la godo proprio.
Le abitudini nuove sono due e le stiamo ancora raffinando, ma danno molta soddisfazione.
La prima è il vasino per la pipì. E’ molto bello, a forma di giraffa, sta in bagno e ci posso giocare ogni volta che mi cambio il pannolino e abbiamo un po’ di tempo, quindi è capitato anche al mattino. Io mi ci siedo sopra dico “psss psss” poi esclamo “inito!”, mi alzo, mi asciugo il pisellino con la carta igienica e la butto nel water. Poi ricomincio. Rido molto e la volta che giocando stavo facendo pipì mentre ero in piedi e il papà mi ha preso al volo e messo sul vasino ho capito anche a cosa serve.
Infatti, la volta dopo ero sul divano senza pannolino con la mamma, per le coccole dopo il bagnetto sapete, e le ho detto che mi scappava: “Cacca! Cacca!”. Lei ha capito e ho orgogliosamente fatto pipì nel vasino per la seconda volta.
Infine, l’ultima bella abitudine è quella della ninna nanna.
Di solito quando vado a letto mi addormento mentre mi raccontano una storia o mi tengono compagnia. Ormai, se il papà prova a cantare una ninna nanna lo zittisco perché è troppo stonato, ma con la mamma la cosa è diversa.
Lei canta queste e ultimamente le ho dimostrato che imparo bene: mi sono riscosso dal sonno, mi sono alzato in piedi, ho allegramente esclamato “ciao!”, le ho messo il mio ciuccio in bocca e ho cantato con lei:
bimbo ‘(t)anco ‘(t)anco
mamma, nonno, pa’
‘lilla, ‘lilna! (pallina, pallina)
Devo aver cambiato un po’ il testo, ma mi sembra meglio così. Eventualmente, nelle prossime sere potremo lavorarci insieme.