Archivio per ‘drammi di bimbo’

se telefonando…

sabato 22 ottobre 2011

Ieri mentre ero dalla nonna nel suo ufficio ho pensato bene di telefonare alla mamma con il telefono che mi dà la nonna apposta (non so perché, è senza filo e di là non si sente niente, ma io so benissimo cosa mi dicono papà, nonni e cugino quando chiamo quindi non importa).

- P’onto, mamma, ciao!

- come (s)tai?

- io bene, sono con nonna.

- tu (s)tai lavo’ando?

- t’oppo?!?

Alla sera la mamma aveva una faccia strana ma visto che mi ha spiegato che il suo ufficio è come per me l’asilo, ho pensato che anch’io in effetti alla sera sono sempre stanco. Forse deve solo fare un po’ di allenamento.

Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione (James Russell Lowell)

lunedì 4 aprile 2011

E io, se permettete, morto non sono; stupido mi sembra un po’ presto per giudicare (maleducati).

Quindi, potrò ben decidere che il bagnetto (da me tanto aborrito e rifiutato nell’ultimo anno circa al punto da dover essere lavato con il papà sotto la doccia e/o a pezzi sul fasciatoio pena la rottura di tutti i bicchieri di casa per gli strilli) è il mio nuovo passatempo preferito? Oh.

 

Ai genitori non va mai bene niente.

Stand-up for your rights!

mercoledì 23 febbraio 2011

I diritti degli unenni di casa T. stanno subendo un grave attacco negli ultimi giorni, dopo che la prolungata malattia aveva permesso di stabilire come dato di fatto oggettivo e acquisito il diritto di trasferirsi nel lettone dopo la mezzanotte e fino al mattino successivo, nonché quello, una volta lì di afferrare tirare e pizzicare la pelle del collo (e non solo) di papà e mamma.

Sono purtroppo passate poche notti dopo la guarigione perché questi sacrosanti diritti venissero unilateralmente posti in discussione dai genitori, che si sono arrogati la facoltà di revocarli senza nemmeno convocare un tavolo di trattativa con il sindacato dei bimbi.

In risposta a tale sconsiderata azione oppressiva, il sindacato ha mobilitato i suoi iscritti indicendo uno sciopero generale e un presidio di fronte ai cancelli del lettino, da ripetersi tutte le notti fino a risoluzione della vertenza.

L’adesione è stata totale: il 100% degli iscritti (uno solo secondo la questura, anche la guerra delle cifre è iniziata) ha manifestato vegliando, piangendo e urlando, anche nel tentativo di sensibilizzare e chiedere sostegno ai vicini di casa, da mezzanotte fino alle 4 della prima notte di lotta, riuscendo per un momento persino a superare lo sbarramento dei genitori e a portare il corteo di protesta fino al bordo del lettone prima di venire brutalmente sollevati di peso e riportati indietro.

La lotta è poi ricominciata a mezzanotte del secondo giorno, ma la controparte non sembra intenzionata a fare concessioni alle richieste dei manifestanti e anzi oppone alle richieste di trattativa la micidiale arma dialettica di ” Fra’ Martino Campanaro”. All’una e un quarto la protesta sembra soffocata sotto le soporifere note, stonate oltretutto, di una ninna nanna che andrebbe bandita dalla Confezione di Ginepro.

Ma non finisce qui: lo sciopero non è revocato, l’appuntamento per il presidio è reiterato anche per la prossima notte, al terza, e il sindacato cercherà inoltre nuove strategie di lotta. Allo studio c’è la possibilità di indire un grande referendum che metta alle strette la gestione dittatoriale dei genitori.

I diritti degli unenni non possono venire calpestati così e lotteremo strenuamente per difenderli!

la bella lavanderina, o dello sfruttamento del lavoro minorile

giovedì 3 febbraio 2011

Gente, io ci ho provato in tutti i modi. Davvero. Giuro anche se non si giura.

Ho provato a farglielo capire, che le mie esigenze di ordine e pulizia sono ben altre (e alte), e so che il nonno è d’accordo con me, ma non c’è stato verso.

Ho cominciato passando accuratamente il pavimento del corridoio con la bavaglina (di necessità virtù), facendo la lavatrice e il bucato a mano come già raccontato, aiutando a stendere e mettendo le cose a posto che loro neanche san dov’è, tipo i ciucci sotto il mobile della tv e i cd sparpagliati artisticamente a fare un murale orizzontale, ma niente.

Metto via le scarpe che sono in giro lanciandole con enfasi nella cabina armadio (adesso non si pretenderà che riesca ad infilarle nella scarpiera eh) e chiudo accuratamente tutte le porte aperte (soprattutto se scorrevoli che alle maniglie arrivo ancora con difficoltà); quando la mamma ha lasciato il cappotto sul bordo del box le ho portato prima la sciarpa, poi il cappotto, poi siccome non capiva e li ha appoggiati al divano glieli ho portati fino all’armadio dei cappotti, e l’ho pure sentita borbottare qualcosa sul fatto di essersene andata via di casa per non farsi stressare dai nonni sull’ordine (i nonni. Stressare. HA!) e sulle vendette per quando sarò adolescente, che a quanto sembraci dev’essere una fase della vita molto divertente.

Più di così pensavo di non poter fare.

L’altro giorno infine preso dall’esasperazione ho lavato accuratamente sotto l’acqua del bidet il suo cellulare che non lava MAI, ma vi sembra possibile? Ma, ecco, forse stavolta ci siamo.

Santa pazienza.

P.S. questo non vuol dire che io mi arrenda a fare il bagnetto. E’ una questione di principio, e se qualcuno ha qualcosa da obiettare lo rimando dalla zia M. che illuminata dalla saggezza una volta disse: la coerenza è un valore sopravvalutato. Sante parole.

giudizi obiettivi

martedì 26 ottobre 2010

Ieri la mia mamma ha inventato per me un’altra ninna nanna.
Già un anno fa circa – non ricordo esattamente, è passata una vita, comunque in una di quelle notti in cui io cercavo di tenerla sveglia (che dice sempre che lei era una nottambula e io non voglio che si butti giù e non si senta più giovane) – ne aveva inventata una bellissima apposta per me:

Perché è un bambino piccino
che vuole fare la nanna
qui con la sua maaa-mmaaa
sempre vicino al suo cuor

che mi spiace proprio che non possiate sentirla e capire come la musica si adatti perfettamente alle parole.
Ieri poi si è finalmente decisa a cantarmi la sua nuova creazione:

Questo bimbo stanco stanco
cosa mai vuole far
vuole fare tante cose
ma domani aspetterà

Come potete sicuramente capire, tutto questo tempo era necessario: non è che opere così si inventano in quattro e quattr’otto, vanno pensate, studiate, limate.

Non capisco proprio perché si rifiuti di cantarle in pubblico, è davvero troppo modesta.

ebbene sì

domenica 10 ottobre 2010

Da oggi sono, come dice papà, pentadente.
Però ho pensato bene di farlo uscire dove non era previsto, così i miei non se ne sono accorti fino all’ultimo.

Sono proprio un cabarettista.

per ora fingo di non capire

mercoledì 15 settembre 2010

Ieri mio cugino mi ha morso.
Vabbè, diciamola tutta: ieri ho preso i biscotti del mio cuginetto e mentre li stavo mangiando lui è arrivato, si è arrabbiato, mi ha preso le dita e le ha morse. Naturalmente io ho urlato MOLTO forte.

La mamma che era presente e che poi ha detto che era talmente stupefatta da non reagire, l’ha preso e con molta calma gli ha spiegato che mordere è una cosa sbagliata e che non si deve fare. Infine gli ha chiesto se aveva capito che era una cosa brutta e lui ha annuito, poi gli ha chiesto se non lo fa più e lui ha fatto segno di no tutto serio.

Allora ho pensato che la mamma è proprio brava e che se spiegherà così anche a me quando faccio le cose sbagliate io lo capirò e non le farò più.

Ora scusate che vado a cercare di mettere le dita nella presa.

innamorar non mi voglio mai più

sabato 31 luglio 2010

Oh il mio piccolo cuore infranto!

Era così bella e gentile, la cameriera nel ristorante di Graz in cui siamo andati ieri sera.
Mi sorrideva e mi offriva biscotti.
Parlava tedesco, ma tanto io non parlo ancora nessuna lingua, avrei potuto imparare quella per prima. Era molto grande, ma dove c’è l’amore non ci sono ostacoli di età.
Poi all’improvviso non mi ha più considerato!
Le ho teso le braccia, l’ho chiamata e invocata a gran voce, l’ho inseguita fin sulla soglia della cucina (e ringrazio il papà che non sembrava entusiasta del mio amore, ma mi ha tenuto per mano, ché da solo non ci sarei arrivato), ma lei è sparita e non si è più fatta vedere.

si è spento il sole e chi l’ha spento sei tu
innamorare non mi voglio mai più
e nessun’altra cercherò;
io cercherò
amare un’altra non potrò*

Che sofferenza! E stasera siamo altrove, in Italia, in pizzeria. E lei non c’è.

Chi è questa bambina nel tavolo a fianco che mi guarda? Quasi quasi scendo dal seggiolone per conoscerla meglio.
Si chiama Erica, ha due anni e sa camminare e parlare. E’ proprio carina.
Le manderò qualche bacino, va’. E qualche carezza.
Oh mi ricambia!

Direi che le piaccio anche io: sì la prenderò per mano e la condurrò verso il tramonto. O almeno verso il forno della pizza, che è tondo e fiammeggiante ed è la cosa che assomiglia di più al tramonto qui dentro.
Ma cosa mi impiccia? Ah sì, la mano della mamma, be’ posso lasciarla: se tengo quella di Erica non ho bisogno di altri appoggi per camminare!

Andiamo, amore mio.

* A.Celentano - si è spento il sole
massimo.benaglia@bcc8386.it

errata corrige

giovedì 1 luglio 2010

Sono senza parole. Uno compie un anno e gli stravolgono la vita.

Stamattina mi sveglio e invece di avere il solito latte di mamma non mi danno NIENTE, mi mettono sul fasciatoio e mi attaccano un sacchetto intorno al pisellino, voglio dire, ma saran robe mie? Poi mi mettono in macchina e mi portano in un posto tutto bianco e pulito e rimangon delusi che non ho fatto pipì. Ma voi la fareste se aveste una roba attaccata?

Poi mi mettono sul lettino e una signora cerca di ficcarmi un ago nel braccio, per fortuna la mamma mi dava tanti bacini, ma non avrà pensato che questo mi impedisse di esprimere fermamente la mia protesta? Oltretutto la signora nel frattempo diceva qualcosa tipo che negli ospedali invece che nel braccio usano la giugulare che io non so cosa sia ma non sembra una bella roba.

Poi han controllato di nuovo il sacchettino ma niente allora mi han dato il latte nel biberon ed era tardissimo quindi anche se non era quello di mamma l’ho bevuto tutto e a quel punto mi son dimenticato di trattenermi e ho fatto la pipì.

Quando siamo usciti ho finito il latte e mi è venuto l’orribile pensiero che forse d’ora in poi niente più latte di mamma, alla faccia del miglioramento culinario.

Forse il mio ottimismo era prematuro.

santificare le feste

sabato 20 marzo 2010

Natale è festa per la mamma e io ho adeguatamente esternato la mia partecipazione.
Il papà non ha una festa simile, ma mi sembrava giusto esternargli allo stesso modo tutta la pappa in faccia nella festa del papà.