I diritti degli unenni di casa T. stanno subendo un grave attacco negli ultimi giorni, dopo che la prolungata malattia aveva permesso di stabilire come dato di fatto oggettivo e acquisito il diritto di trasferirsi nel lettone dopo la mezzanotte e fino al mattino successivo, nonché quello, una volta lì di afferrare tirare e pizzicare la pelle del collo (e non solo) di papà e mamma.
Sono purtroppo passate poche notti dopo la guarigione perché questi sacrosanti diritti venissero unilateralmente posti in discussione dai genitori, che si sono arrogati la facoltà di revocarli senza nemmeno convocare un tavolo di trattativa con il sindacato dei bimbi.
In risposta a tale sconsiderata azione oppressiva, il sindacato ha mobilitato i suoi iscritti indicendo uno sciopero generale e un presidio di fronte ai cancelli del lettino, da ripetersi tutte le notti fino a risoluzione della vertenza.
L’adesione è stata totale: il 100% degli iscritti (uno solo secondo la questura, anche la guerra delle cifre è iniziata) ha manifestato vegliando, piangendo e urlando, anche nel tentativo di sensibilizzare e chiedere sostegno ai vicini di casa, da mezzanotte fino alle 4 della prima notte di lotta, riuscendo per un momento persino a superare lo sbarramento dei genitori e a portare il corteo di protesta fino al bordo del lettone prima di venire brutalmente sollevati di peso e riportati indietro.
La lotta è poi ricominciata a mezzanotte del secondo giorno, ma la controparte non sembra intenzionata a fare concessioni alle richieste dei manifestanti e anzi oppone alle richieste di trattativa la micidiale arma dialettica di ” Fra’ Martino Campanaro”. All’una e un quarto la protesta sembra soffocata sotto le soporifere note, stonate oltretutto, di una ninna nanna che andrebbe bandita dalla Confezione di Ginepro.
Ma non finisce qui: lo sciopero non è revocato, l’appuntamento per il presidio è reiterato anche per la prossima notte, al terza, e il sindacato cercherà inoltre nuove strategie di lotta. Allo studio c’è la possibilità di indire un grande referendum che metta alle strette la gestione dittatoriale dei genitori.
I diritti degli unenni non possono venire calpestati così e lotteremo strenuamente per difenderli!