Archivio per ‘evoluzioni’

Asilo

martedì 21 settembre 2010

Dopo il ritorno dalle vacanze ho ripreso ad andare all’asilo. Rispetto a questa primavera vado in un asilo nuovo, più grande e più bello. Non ho avuto alcun problema a inserirmi, a fare amicizia con la maestra e prendere confidenza con il posto, i giocattoli e gli altri bambini. Anche il pranzo mi soddisfa. Le porzioni forse sono un po’ scarse, ma posso fare il bis dal menu di riserva e credo che non soffrirò la fame. E poi la maestra mi ha fatto i complimenti per la mia bravura col cucchiaio. Sa come blandirmi, lei.
L’unica preoccupazione che ho riguarda la mamma. Quando mi accompagna, poi se ne va un po’ mogia: si vede che non va al lavoro volentieri e a me spiace e vorrei che rimanesse all’asilo con me a divertirsi. Cerco di farglielo capire con tutta la mia voce, ma lei non si ferma.
Be’ a quel punto mica possiamo essere tristi in due. Io gioco e mi diverto più che posso. Poi la consolerò alla sera.
 
 

Grazie

sabato 11 settembre 2010

La mia prima parola consapevole e’ stata “no”, per mettere le cose in chiaro.
Poi sono venute mamma, papa’ e nonno/a, ma usate non sempre a proposito, che’ non si mettano idee in testa.
Adesso mi sembra ora di dare un po’ di soddisfazione usando una parola nuova al momento giusto e dimostrandomi educato:
“grazie”

utilità del pannolino

mercoledì 25 agosto 2010

Mi mettono il pannolino da quando sono nato e si lamentano pure quando me lo devono cambiare.

Potrebbero evitare, oltretutto trattiene tutti i miei bisogni ed è una cosa fastidiosissima.

Finalmente però ha dimostrato la sua utilità: adesso che (ufficialmente dal 20 agosto, anche se ogni tanto qualche passo lo facevo già) cammino da solo e posso andarmene in giro senza aggrapparmi a papà o mamma o a sostegni vari, ma mi capita ancora di inciampare o perdere l’equilibrio, il pannolino assolve egregiamente la sua funzione di attutire le cadute sul sedere.

Naturalmente, proprio adesso che finalmente ha uno scopo, per qualche ora mi han lasciato andare in giro senza, ma deve essere perché tanto la sabbia della spiaggia era già soffice e non c’era bisogno di attutire ulteriormente le cadute.

si comincia a ragionare

martedì 10 agosto 2010

Ora sì che il menu comincia a essere ragionevole: abbiamo cominciato in Austria con qualche bella costina di maiale, che è stato anche un toccasana per i miei dentini nascenti, e abbiamo continuato in Italia con spaghetti al ragù, tortelli con la coda, polenta e spezzatino e altre leccornie.

Ho anche assaggiato del “pate de fois gras”. Sul momento ho deciso che mi sarei nutrito solo di quello per il resto della mia vita, ma poi  mi hanno preso per fame e mi han convinto a tornare ad altri cibi che comunque sono ottimi pure loro.

In ogni caso, questo nuovo menu vale bene qualche sforzo di concentrazione in più, per cui ho ripreso a mangiare da solo e stavolta senza più sporcarmi troppo.

Solo spero che non mi diano brodo, perché mi fanno usare solo cucchiai difettosi con la parte cava rivolta in basso o di lato e il brodo non riuscirei proprio a raccoglierlo.

innamorar non mi voglio mai più

sabato 31 luglio 2010

Oh il mio piccolo cuore infranto!

Era così bella e gentile, la cameriera nel ristorante di Graz in cui siamo andati ieri sera.
Mi sorrideva e mi offriva biscotti.
Parlava tedesco, ma tanto io non parlo ancora nessuna lingua, avrei potuto imparare quella per prima. Era molto grande, ma dove c’è l’amore non ci sono ostacoli di età.
Poi all’improvviso non mi ha più considerato!
Le ho teso le braccia, l’ho chiamata e invocata a gran voce, l’ho inseguita fin sulla soglia della cucina (e ringrazio il papà che non sembrava entusiasta del mio amore, ma mi ha tenuto per mano, ché da solo non ci sarei arrivato), ma lei è sparita e non si è più fatta vedere.

si è spento il sole e chi l’ha spento sei tu
innamorare non mi voglio mai più
e nessun’altra cercherò;
io cercherò
amare un’altra non potrò*

Che sofferenza! E stasera siamo altrove, in Italia, in pizzeria. E lei non c’è.

Chi è questa bambina nel tavolo a fianco che mi guarda? Quasi quasi scendo dal seggiolone per conoscerla meglio.
Si chiama Erica, ha due anni e sa camminare e parlare. E’ proprio carina.
Le manderò qualche bacino, va’. E qualche carezza.
Oh mi ricambia!

Direi che le piaccio anche io: sì la prenderò per mano e la condurrò verso il tramonto. O almeno verso il forno della pizza, che è tondo e fiammeggiante ed è la cosa che assomiglia di più al tramonto qui dentro.
Ma cosa mi impiccia? Ah sì, la mano della mamma, be’ posso lasciarla: se tengo quella di Erica non ho bisogno di altri appoggi per camminare!

Andiamo, amore mio.

* A.Celentano - si è spento il sole
massimo.benaglia@bcc8386.it

primi passi

domenica 11 luglio 2010

(per chi riceve questo post via email: ci sono 3 video che non si vedono, ma potete andare direttamente sul sito cliccando il link sopra. Anche il post precedente funzionava così)

Nel video sotto sono un po’ schiacciato, problemi tecnici, ma insomma capite il concetto.

La scala, si diceva

lunedì 5 luglio 2010

Qualche giorno fa ho accennato alla scala.

Non quella “di Milano” che mi sa di molto noioso, ché sono sicuro che non mi lascerebbero scorrazzare in giro ed esplorare come dico io, ma quella “a Milano” su cui ho visto salire il papà.

Sia chiaro che non mi ha mai aiutato nessuno, anzi la prima volta ho fatto quasi di nascosto, infilandomi fra i piedi di papà e arrivando qui tutto da solo:

In cima!

In cima!

Più in alto di così sono già stato, sulle spalle di papà o di qualche zio, ma ho sempre bisogno di aiuto, invece con la scala posso far da solo e  se non ci credete… ho le prove filmate!

e se arrivato quasi in cima ho pianto un po’ era solo perché mi sono accorto che la scala stava finendo.

This is the rhythm of the night

domenica 4 luglio 2010

Nell’ultimo mese, diciamolo, ho imparato a fare un sacco di cose. Cose faticose, che poi ci si stupisce se ho messo su poco peso: brucio tutto, io!

Oltre a quelle già citate (tipo la scala che ora non ha più segreti per me), oggi ho imparato a ballare proprio per bene. C’era una bella canzone degli anni sessanta (la mamma ha da dire sul mio gusto musicale, ma a me piace tutto, non mi fossilizzo mica su un genere particolare, e poi Loretta Goggi è divertente), e ho capito che se muovo il pannolino a ritmo tenendo il baricentro basso posso staccarmi con le mani, e se tengo un braccio su e uno giù agitandoli a tempo non casco.
La mamma dice che è più uno stile anni settanta ma, appunto, io non mi fossilizzo. Devo solo riuscire a muovere anche la testa senza cascare e poi John Travolta mi fa un baffo.

no-no-no-oo

sabato 3 luglio 2010

Ultimamente mi sono un po’ distratto con tutto questo movimento e mi son dimenticato dei miei tentativi per parlare.

Ho sperimentato abbondantemente in passato suoni quali ma-ma-ma-ma e pa-pa-pa-pa (con variante della doppia p) e per quanto i miei siano contenti non capisco bene cosa vogliano dire, la mamma mi fa ma-ma-ma-ma e io imito, ma non credo voglia dire mamma che mica si chiama da sola, no? Idem per pa-pa-pa-pa. Devo approfondire.

Intanto oggi però ho deciso di esprimere chiaramente quanto già cercavo di fargli capire a gesti: in fondo è la parola che mi dicono più spesso.
Per cui, se non voglio fare qualcosa, non solo scrollo la testa e oscillo il dito, ma lo dico forte e chiaro:

NO!

La mia prima parola voluta e consapevole. La mamma dice qualcosa su una futura adolescenza difficile, ma io semplicemente ho le idee molto chiare e non mi vergogno ad esprimerle (e poi si capisce che sotto sotto in realtà è orgogliosa del fatto che io abbia fin da ora delle prese di posizione).

Insomma, non sono uno che si fa mettere i piedi in testa. Solo di fianco alle orecchie, quando voglio essere particolarmente contorsionista.

+1

mercoledì 30 giugno 2010

Son qui da un anno e che posso dire, posto carino, gente simpatica, il cibo lascia un po’ a desiderare ma ci sono buone prospettive di miglioramento.
Sono ottimista.