Archivio per ‘generazioni’

dirty (?) dancing

lunedì 21 marzo 2011

A me ballare piace tantissimo. Adoro ascoltare la musica e scoprire da dove viene – per fortuna il Marinonno è uno che ci capisce e ha messo casse della musica per tutta la casa così io posso fare il tour per mostrarle a mamma, papà e nonno stesso che si sa mai che se le sia dimenticate, così io li chiamo (‘eni, nonno!) e loro mi seguono e ad esempio ce ne stiamo tutti e quattro felicemente in coda a guardare la cassa in alto alla parete del bagno. Poi non so perché si stufano e non vogliono più seguirmi allora gli faccio fare giro giro tondo.

Ma non divaghiamo.

In particolare a me piace muovermi a tempo, battere il tempo col piede, fare i passi che mi hanno insegnato all’asilo e, insomma, ballare. Tutto. Qualunque cosa. Dall’Ave Maria di Haendel a Jovanotti anni ’80, con papà che dice che teme mi trasformerò in un rapper e mamma gli risponde che tanto tra 15 anni quella musica sarà già antica e gli toccherà di peggio.

Ieri però mi ha stupito la mamma che di solito si diverte ma non sembra emozionarsi particolarmente alle mie performace artistiche. E’ partita una canzone lentina che poi si è scatenata* e io muovendomi a ritmo, naturalmente, ho fatto il passo della pantera e non so perché lei poi andava in giro commossa dicendo ‘Patrick, Patrick’. Papà mi ha spiegato qualcosa del fatto che le femmine sono strane, soprattutto per cose di quando erano adolescenti, ma allora non deve preoccuparsi di cosa ballerò tra 15 anni perché io con quelle non ci voglio mica avere niente a che fare.

E mercoledì si inizia il corso di musica.

 

* The time of my life, da Dirty dancing. Riferimenti culturali qui, qui, e qui.

Stand-up for your rights!

mercoledì 23 febbraio 2011

I diritti degli unenni di casa T. stanno subendo un grave attacco negli ultimi giorni, dopo che la prolungata malattia aveva permesso di stabilire come dato di fatto oggettivo e acquisito il diritto di trasferirsi nel lettone dopo la mezzanotte e fino al mattino successivo, nonché quello, una volta lì di afferrare tirare e pizzicare la pelle del collo (e non solo) di papà e mamma.

Sono purtroppo passate poche notti dopo la guarigione perché questi sacrosanti diritti venissero unilateralmente posti in discussione dai genitori, che si sono arrogati la facoltà di revocarli senza nemmeno convocare un tavolo di trattativa con il sindacato dei bimbi.

In risposta a tale sconsiderata azione oppressiva, il sindacato ha mobilitato i suoi iscritti indicendo uno sciopero generale e un presidio di fronte ai cancelli del lettino, da ripetersi tutte le notti fino a risoluzione della vertenza.

L’adesione è stata totale: il 100% degli iscritti (uno solo secondo la questura, anche la guerra delle cifre è iniziata) ha manifestato vegliando, piangendo e urlando, anche nel tentativo di sensibilizzare e chiedere sostegno ai vicini di casa, da mezzanotte fino alle 4 della prima notte di lotta, riuscendo per un momento persino a superare lo sbarramento dei genitori e a portare il corteo di protesta fino al bordo del lettone prima di venire brutalmente sollevati di peso e riportati indietro.

La lotta è poi ricominciata a mezzanotte del secondo giorno, ma la controparte non sembra intenzionata a fare concessioni alle richieste dei manifestanti e anzi oppone alle richieste di trattativa la micidiale arma dialettica di ” Fra’ Martino Campanaro”. All’una e un quarto la protesta sembra soffocata sotto le soporifere note, stonate oltretutto, di una ninna nanna che andrebbe bandita dalla Confezione di Ginepro.

Ma non finisce qui: lo sciopero non è revocato, l’appuntamento per il presidio è reiterato anche per la prossima notte, al terza, e il sindacato cercherà inoltre nuove strategie di lotta. Allo studio c’è la possibilità di indire un grande referendum che metta alle strette la gestione dittatoriale dei genitori.

I diritti degli unenni non possono venire calpestati così e lotteremo strenuamente per difenderli!

Vocabolario autoesplicativo

lunedì 7 febbraio 2011

La mamma ieri a cena mi ha chiesto se volevo dare a lei un pezzetto della banana che stavo mangiando.

Penso che stesse scherzando, perché la risposta non poteva essere che una. In fondo se nel mio vocabolario personale la banana si chiama “MIA!” (tutto maiuscolo e con il punto esclamativo) un motivo ci sarà, o no?

la bella lavanderina, o dello sfruttamento del lavoro minorile

giovedì 3 febbraio 2011

Gente, io ci ho provato in tutti i modi. Davvero. Giuro anche se non si giura.

Ho provato a farglielo capire, che le mie esigenze di ordine e pulizia sono ben altre (e alte), e so che il nonno è d’accordo con me, ma non c’è stato verso.

Ho cominciato passando accuratamente il pavimento del corridoio con la bavaglina (di necessità virtù), facendo la lavatrice e il bucato a mano come già raccontato, aiutando a stendere e mettendo le cose a posto che loro neanche san dov’è, tipo i ciucci sotto il mobile della tv e i cd sparpagliati artisticamente a fare un murale orizzontale, ma niente.

Metto via le scarpe che sono in giro lanciandole con enfasi nella cabina armadio (adesso non si pretenderà che riesca ad infilarle nella scarpiera eh) e chiudo accuratamente tutte le porte aperte (soprattutto se scorrevoli che alle maniglie arrivo ancora con difficoltà); quando la mamma ha lasciato il cappotto sul bordo del box le ho portato prima la sciarpa, poi il cappotto, poi siccome non capiva e li ha appoggiati al divano glieli ho portati fino all’armadio dei cappotti, e l’ho pure sentita borbottare qualcosa sul fatto di essersene andata via di casa per non farsi stressare dai nonni sull’ordine (i nonni. Stressare. HA!) e sulle vendette per quando sarò adolescente, che a quanto sembraci dev’essere una fase della vita molto divertente.

Più di così pensavo di non poter fare.

L’altro giorno infine preso dall’esasperazione ho lavato accuratamente sotto l’acqua del bidet il suo cellulare che non lava MAI, ma vi sembra possibile? Ma, ecco, forse stavolta ci siamo.

Santa pazienza.

P.S. questo non vuol dire che io mi arrenda a fare il bagnetto. E’ una questione di principio, e se qualcuno ha qualcosa da obiettare lo rimando dalla zia M. che illuminata dalla saggezza una volta disse: la coerenza è un valore sopravvalutato. Sante parole.

Io, Lara e lo scuro

domenica 26 dicembre 2010

Non so chi sia lo scuro, ma il titolo mi è venuto in mente ieri per descrivere il mio bellissimo Natale mentre Lara, la più giovane dei miei cugini grandi mi aiutava nel mio primo vero colpo di biliardo.

Con una stecca bellissima ho eseguito un gran colpo, la palla bianca ha centrato la gialla, ma poi questa non è andata nella buca: però mi sono rifatto dopo gattonando avanti e indietro sul tappeto verde e buttando le palle in buca con le mani. Questo sì è un biliardo divertente.

Poi, un altro gioco molto bello è il calciobalilla. A vedere gli altri che giocano ci si fa un sacco di risate! Credo che a guardare me giocare ci si possa fare altrettante risate, ma io arrivo giusto giusto a buttare la pallina in campo e dare delle manate alle aste dei giocatori, e non vedo se riesco a fare gol e ridono più gli altri di me.

Invece la tombola non mi è piaciuta, troppo statica e nessuno mi ha lasciato mangiare i semi di zucca che mettevano sopra quei pezzi di cartone. Anzi, non ho potuto nemmeno mangiare i pezzi di cartone, che mi sembravano tanto appetitosi.

Per fortuna prima che dovessi sorbirmi un’altra tombola è arrivato anche il cuginetto Andrea (che chissà perché non era venuto prima) e abbiamo potuto giocare insieme e riprendere a fare cose da bambini, tipo rubarci i tricicli o portarli nei posti più scomodi.

Avevo già combinato di tutto fra una partita di biliardo e una di calcetto, compreso far divertire un po’ i nonni, che ne avevano bisogno, o farmi rincorrere un po’ da papà, che se no si rilassa troppo, imparare ad accendere e spegnere lo stereo, scalare poltrone, aprire porte da saloon, prendermele sul naso quando si richiudono, correre e saltare e nascondere mele dappertutto per conservarle per quando la stagione sarà rigida.

Ecco mi sono divertito tantissimo al Natale di famiglia. Mancava solo un po’ di musica per ballare, ma sono sicuro che l’anno prossimo ci sarà anche quella.

serata fra ometti

giovedì 23 settembre 2010

Dedico sempre una sera alla settimana interamente alla mamma (mando il papà a giocare a calcetto perché non ci disturbi) e una interamente al papà (e mando la mamma a chiacchierare con le sue amiche).
Oggi era la serata del papà: dovevo anche farmi perdonare perché la settimana scorsa mi sono addormentato prestissimo e non l’ho fatto giocare molto, ma stasera la nostra serata soli ometti è stata un successone. Abbiamo cenato benissimo, poi abbiamo fatto la lotta sul lettone.
Forse alla lotta ha vinto lui, anche se di poco, ma a risate è stato un combattutissimo pareggio!

musica

sabato 1 maggio 2010

Nel fine settimana, mamma e papà mi fanno ascoltare la musica: quella buona, mica quella robaccia che ascoltano i giovani d’oggi.
Loro sembrano divertirsi molto e cantano anche e ogni tanto il papà si dimena tutto.
Di solito poi commenta: “se penso che poi vorrà andare in discoteca, non sono certo di far bene a insegnargli a ballare”.
Io rido molto, perché i balli che si facevano ai suoi tempi erano proprio buffi!

La musica “buona, ica quella robaccia che ascoltano i giovani d’oggi” non l’ascolto poi più di tanto, ogni tanto anche a me viene da muovere il sederino, ma mi diverto soprattutto quando posso seguirla con i bonghi.

Vai col ritmo

Vai col ritmo

E adesso l'assolo

E adesso l'assolo