Archivio per ‘imprese’

nota per me #3: i tuffi

martedì 28 dicembre 2010

Per imitare Klaus Dibiasi devo ricordarmi di andare in piscina.

Esercitarmi arrampicandomi non visto su sedie instabili può provocare dolorosi bernoccoli.

Io, Lara e lo scuro

domenica 26 dicembre 2010

Non so chi sia lo scuro, ma il titolo mi è venuto in mente ieri per descrivere il mio bellissimo Natale mentre Lara, la più giovane dei miei cugini grandi mi aiutava nel mio primo vero colpo di biliardo.

Con una stecca bellissima ho eseguito un gran colpo, la palla bianca ha centrato la gialla, ma poi questa non è andata nella buca: però mi sono rifatto dopo gattonando avanti e indietro sul tappeto verde e buttando le palle in buca con le mani. Questo sì è un biliardo divertente.

Poi, un altro gioco molto bello è il calciobalilla. A vedere gli altri che giocano ci si fa un sacco di risate! Credo che a guardare me giocare ci si possa fare altrettante risate, ma io arrivo giusto giusto a buttare la pallina in campo e dare delle manate alle aste dei giocatori, e non vedo se riesco a fare gol e ridono più gli altri di me.

Invece la tombola non mi è piaciuta, troppo statica e nessuno mi ha lasciato mangiare i semi di zucca che mettevano sopra quei pezzi di cartone. Anzi, non ho potuto nemmeno mangiare i pezzi di cartone, che mi sembravano tanto appetitosi.

Per fortuna prima che dovessi sorbirmi un’altra tombola è arrivato anche il cuginetto Andrea (che chissà perché non era venuto prima) e abbiamo potuto giocare insieme e riprendere a fare cose da bambini, tipo rubarci i tricicli o portarli nei posti più scomodi.

Avevo già combinato di tutto fra una partita di biliardo e una di calcetto, compreso far divertire un po’ i nonni, che ne avevano bisogno, o farmi rincorrere un po’ da papà, che se no si rilassa troppo, imparare ad accendere e spegnere lo stereo, scalare poltrone, aprire porte da saloon, prendermele sul naso quando si richiudono, correre e saltare e nascondere mele dappertutto per conservarle per quando la stagione sarà rigida.

Ecco mi sono divertito tantissimo al Natale di famiglia. Mancava solo un po’ di musica per ballare, ma sono sicuro che l’anno prossimo ci sarà anche quella.

Il bidet

lunedì 8 novembre 2010

A luglio, quando ero piccolo, avevo appena compiuto un anno, sono andato con mamma e papà a trovare degli amici in Austria e Slovacchia.
Non ne ho mai parlato ma è stato molto divertente, è che volevo mostrare anche qualche foto, ma se aspetto che papà le metta sul sito faccio in tempo a laurearmi. Comunque, le prime sono QUI.
Papà e mamma sono stati molto contenti, soprattutto dell’Austria perché dicono che è un paese veramente attrezzato per visitarlo con un bambino. Infatti tutti gli alberghi e ristoranti sono attrezzati con lettini, fasciatoi, seggioloni e tutto quanto possa servire a un bimbo.
Però, però, io ho notato una pecca: è vero che se devo cambiarmi il pannolino, in un locale austriaco c’è sicuramente il fasciatoio, mentre in uno italiano devo sdraiarmi, quando va bene, sull’asse del water, ma in nessun locale, né casa privata austriaca ho mai visto quel che invece è presente in tutte i bagni privati italiani e in molti bagni di locali pubblici:il bidet.

Una grande invenzione di cui allora non ho apprezzato la mancanza, ma come ho detto ero piccolo, camminavo a malapena e non da solo, e mi affidavo ancora completamente ai genitori per l’igiene.

Ora invece capisco la civiltà di un popolo che in tutti i bagni, anche nelle case senza bambini, mette il bidet: un piccolo lavabo ad altezza bimbo, dove potersi lavare le mani e la faccia da soli (anche se papà e mamma tendono ancora ad aiutarmi, lavandomi un po’ più energicamente di quanto mi sembri giusto).
Oggi poi ho scoperto come sia divertente e soddisfacente bere dal rubinetto, come hanno detto?, a garganella mi pare.
E a lavarmi i gomiti: basta aggrapparsi al bordo lontano, un po’ come per issarsi sopra, e il gomito si lava benissimo. Dovrei solo chiedere di togliermi il maglione, prima.

Che grande invenzione, il bidet. Che grande popolo, gli Italiani.

intendersi sugli orari

lunedì 27 settembre 2010

Finalmente sono rimasto all’asilo tutto il giorno. Mi sono reso conto che la mamma va al lavoro nuovamente tranquilla, quindi non ho avuto problemi a lasciarla andare e ho potuto divertirmi senza pensieri.
Ho scoperto purtroppo che lì non usa fare merenda alle 15.30 come sono abituato io: alle 16 non ci vedevo più dalla fame, ma ancora non si parlava di merenda, allora sono dovuto andare dalla maestra Ada a prenderla per i pantaloni e tirarla a forza fino al tavolo dove ci sono frutta e yogurt e finalmente ha capito che cosa volevo.
Penso che dovremo metterci d’accordo sugli orari, ma credo che la maestra imparerà presto.

serata fra ometti

giovedì 23 settembre 2010

Dedico sempre una sera alla settimana interamente alla mamma (mando il papà a giocare a calcetto perché non ci disturbi) e una interamente al papà (e mando la mamma a chiacchierare con le sue amiche).
Oggi era la serata del papà: dovevo anche farmi perdonare perché la settimana scorsa mi sono addormentato prestissimo e non l’ho fatto giocare molto, ma stasera la nostra serata soli ometti è stata un successone. Abbiamo cenato benissimo, poi abbiamo fatto la lotta sul lettone.
Forse alla lotta ha vinto lui, anche se di poco, ma a risate è stato un combattutissimo pareggio!

Non mi si fraintenda

mercoledì 22 settembre 2010

Leggendo le mie parole di ieri, qualcuno potrebbe pensare che io cerchi di trattenere la mamma, al mattino, perché non voglio restare da solo all’asilo.
Sbaglia: mi preoccupo davvero per la mamma. Infatti oggi, quando sapevo che mamma e papà avrebbero passato una bella giornata insieme per festeggiare il loro anniversario, non mi sono dato pena e sono corso a giocare allegramente. Forse non li ho nemmeno salutati.

utilità del pannolino

mercoledì 25 agosto 2010

Mi mettono il pannolino da quando sono nato e si lamentano pure quando me lo devono cambiare.

Potrebbero evitare, oltretutto trattiene tutti i miei bisogni ed è una cosa fastidiosissima.

Finalmente però ha dimostrato la sua utilità: adesso che (ufficialmente dal 20 agosto, anche se ogni tanto qualche passo lo facevo già) cammino da solo e posso andarmene in giro senza aggrapparmi a papà o mamma o a sostegni vari, ma mi capita ancora di inciampare o perdere l’equilibrio, il pannolino assolve egregiamente la sua funzione di attutire le cadute sul sedere.

Naturalmente, proprio adesso che finalmente ha uno scopo, per qualche ora mi han lasciato andare in giro senza, ma deve essere perché tanto la sabbia della spiaggia era già soffice e non c’era bisogno di attutire ulteriormente le cadute.

si comincia a ragionare

martedì 10 agosto 2010

Ora sì che il menu comincia a essere ragionevole: abbiamo cominciato in Austria con qualche bella costina di maiale, che è stato anche un toccasana per i miei dentini nascenti, e abbiamo continuato in Italia con spaghetti al ragù, tortelli con la coda, polenta e spezzatino e altre leccornie.

Ho anche assaggiato del “pate de fois gras”. Sul momento ho deciso che mi sarei nutrito solo di quello per il resto della mia vita, ma poi  mi hanno preso per fame e mi han convinto a tornare ad altri cibi che comunque sono ottimi pure loro.

In ogni caso, questo nuovo menu vale bene qualche sforzo di concentrazione in più, per cui ho ripreso a mangiare da solo e stavolta senza più sporcarmi troppo.

Solo spero che non mi diano brodo, perché mi fanno usare solo cucchiai difettosi con la parte cava rivolta in basso o di lato e il brodo non riuscirei proprio a raccoglierlo.

primi passi

domenica 11 luglio 2010

(per chi riceve questo post via email: ci sono 3 video che non si vedono, ma potete andare direttamente sul sito cliccando il link sopra. Anche il post precedente funzionava così)

Nel video sotto sono un po’ schiacciato, problemi tecnici, ma insomma capite il concetto.

La scala, si diceva

lunedì 5 luglio 2010

Qualche giorno fa ho accennato alla scala.

Non quella “di Milano” che mi sa di molto noioso, ché sono sicuro che non mi lascerebbero scorrazzare in giro ed esplorare come dico io, ma quella “a Milano” su cui ho visto salire il papà.

Sia chiaro che non mi ha mai aiutato nessuno, anzi la prima volta ho fatto quasi di nascosto, infilandomi fra i piedi di papà e arrivando qui tutto da solo:

In cima!

In cima!

Più in alto di così sono già stato, sulle spalle di papà o di qualche zio, ma ho sempre bisogno di aiuto, invece con la scala posso far da solo e  se non ci credete… ho le prove filmate!

e se arrivato quasi in cima ho pianto un po’ era solo perché mi sono accorto che la scala stava finendo.