Archivio per ‘ribellioni preadolescenziali’

Zenone mi fa un baffo

martedì 17 gennaio 2012

Papà: – Giorgio, non dire bugie.
Io: – No bugia.
Mamma: – Giorgio, non si dicono le bugie!

Io: – Io non dico le bugie. Oh! Una bugia!

tu balli da sola, ovvero: ognuno al suo posto

martedì 15 novembre 2011

Sono un bimbo moderno, democratico e rispettoso di tutti. Dico sempre “grazie”, qualche volta “per favore”, saluto quando arrivo e quando me ne vado e stringo la mano a chi incontro per la prima volta, almeno se lo vedo fare a papà, perché ancora ho qualche dubbio sull’opportunità di toccare degli estranei.

Lo stesso rispetto pretendo dagli altri: da mamma e papà in primo luogo, che devono rispettare i loro ruoli e stare al proprio posto.

Ci sono cose da fare con la mamma, come le coccole, e cose da fare con il papà, come andare in bicicletta e chiedere informazioni scientifiche.

Soprattutto ci sono conversazioni da uomini e la mamma non dovrebbe intromettersi: ieri per esempio, in auto, ho sentito che parlava con papà di qualcosa in cui, secondo me, non dovrebbe intromettersi e ho ritenuto necessario fermarla e ristabilire i ruoli. Ecco come è andata:

Papà: parlando del frigorifero…
Mamma: sì, secondo me
Io: (s)’METTI!
Mamma: eh?
Io: (s)METTI! Non pa’lla(re) TU! ‘itta!
Io: Papà pa’lla con me!
Papà e mamma: …
Io: Tu pa’lla da sola!
Papà (ridacchiando, non capisco perché): Allora, Giorgio, io avevo visto questo frigorifero.
Io, con tono appropriatamente interessato e sorpreso: AH! ‘avvero?
Papà: mi sembrava bello e conveniente.
Io: sì, sì.
Papà: però per queste e queste caratteristiche, potrebbe andare meglio quell’altro. Bisogna valutare bene.
Io: sì.
Papà: Bene, se sei d’accordo anche tu va tutto bene. La conversazione è conclusa, adesso direi che la mamma può parlare un po’ anche lei, da sola.

A questo punto ero d’accordo: se la conversazione era conclusa, non c’era motivo che mamma non parlasse un po’ da sola. Mi sembra che nel farlo anche lei abbia accennato a un frigorifero e non vorrei che avesse cercato di intromettersi in cose che non le competono senza farmelo notare, ma sono sicuro che papà è una persona seria e non la ascoltava.

Anche alla sera comunque ho ricordato alla mamma che deve stare al proprio posto.

Dopo le coccole e la preghierina serale, prima di andarmene nel lettino, le ho intimato e ribadito:

“tu dommi da sola!”

Spero che abbia ubbidito, anche se poi mi sono addormentato io e non ho potuto verificare.

innocenti evasioni

giovedì 14 aprile 2011

Basta. Non se ne può più. Nessuno fa quello che dico io e tutti mi dicono cosa fare. Sono stufo. Quando voglio uscire (e non possono mica far finta di non capire: mi piazzo davanti alla porta di casa con giacca e sciarpa e dico usciiiiiiiiiiiiire) nessuno mi porta fuori. Allora oggi in ufficio dai nonni ho preso l’ombrellino pieghevole della mamma, che qui minacciava pioggia, me lo sono messo in spalla e ho salutato tutti.

‘AAAAAO!

 

Non ho mica capito perché ridevano.

no-no-no-oo

sabato 3 luglio 2010

Ultimamente mi sono un po’ distratto con tutto questo movimento e mi son dimenticato dei miei tentativi per parlare.

Ho sperimentato abbondantemente in passato suoni quali ma-ma-ma-ma e pa-pa-pa-pa (con variante della doppia p) e per quanto i miei siano contenti non capisco bene cosa vogliano dire, la mamma mi fa ma-ma-ma-ma e io imito, ma non credo voglia dire mamma che mica si chiama da sola, no? Idem per pa-pa-pa-pa. Devo approfondire.

Intanto oggi però ho deciso di esprimere chiaramente quanto già cercavo di fargli capire a gesti: in fondo è la parola che mi dicono più spesso.
Per cui, se non voglio fare qualcosa, non solo scrollo la testa e oscillo il dito, ma lo dico forte e chiaro:

NO!

La mia prima parola voluta e consapevole. La mamma dice qualcosa su una futura adolescenza difficile, ma io semplicemente ho le idee molto chiare e non mi vergogno ad esprimerle (e poi si capisce che sotto sotto in realtà è orgogliosa del fatto che io abbia fin da ora delle prese di posizione).

Insomma, non sono uno che si fa mettere i piedi in testa. Solo di fianco alle orecchie, quando voglio essere particolarmente contorsionista.

il pericolo DIFFICILE è il mio mestiere

martedì 15 giugno 2010

Sì beh ok vedo che son capaci tutti di camminare quindi non vedo perché fare lo sforzo che non perdo mica tempo a provar cose che posso fare quando voglio.
Molto più divertente salire sulla scala a pioli (ieri) e togliere i copripresa dalle prese di corrente, che non ci crederete, ma sono DURISSIMI da sfilare!

Però pare che alla mamma queste cose non vadano molto bene, anche se per farle capire che so che non si dovrebbe fare faccio sempre no col dito, che io sono un bravo bambino e mi dico di no da solo – non che io abbia capito esattamente cosa voglia dire (qualcosa tipo ‘non fare le cose divertenti’ non mi sembra plausibile), ma spero si apprezzi la buona volontà.
E invece no! La mamma fa sempre un sacco di scene e dice che a furia di ‘ho perso dieci anni di vita’ i prossimi sono 137.

Certo che li porta bene!
 

stand up for your rights!

domenica 10 gennaio 2010

Va bene, papà e mamma sono molto simpatici e mi fanno giocare un sacco e ci divertiamo moltissimo insieme, però, insomma, lo capiscono o no che ho 6 mesi?

Dico, 6 mesi! Compiuti!

Sono proprio di un’altra generazione se non capiscono che a 6 mesi un bimbo par mio ha i suoi diritti!

Rivendico il diritto ad andare a nanna quando voglio io. E dove, ché la culla non mi piace più tanto.

E soprattutto rivendico il diritto di scegliere quello che mangio. E se proprio vogliono darmi le pappe, rivendico il diritto di sputacchiarle in giro, oppure di mangiarle da solo, prendendo e gestendo io il cucchiaino, come sono riuscito a fare oggi.

Ma sembra che loro continuino a volermi imboccare. Sono proprio di un’altra generazione.

la guerra della pappa: seconda battaglia

venerdì 8 gennaio 2010

Oggi ci si è messo anche il papà che è finalmente tornato a casa, allora per far le cose giuste ho cercato di sbrodolare e protestare altrettanto.

La mamma sempre più astuta mi ha messo la pappa nel bicchiere con beccuccio e questo ha funzionato per un po’ dato che a me il bicchiere con beccuccio piace un sacco. Poi però per non dar loro soddisfazione ho ripreso a far sentire le mie ragioni, se non mi capiscono sarà mica un problema mio!

Papà, prestami la macchina!

lunedì 2 novembre 2009

Oggi piove e io devo andare a farmi fare i massaggi. Siccome non voglio bagnarmi,  mi sono fatto prestare la macchina e ho mandato il papà al lavoro in scooter.

Lui ha detto che me la farà pagare quando avrò diciott’anni.

Soddisfazioni

martedì 20 ottobre 2009

Oggi ho visto la pioggia.

Per consolarmi, ho scoperto che il massimo è il mio pollice sinistro. Più veloce della mamma, e posso gestirlo come voglio. Proveranno a togliermelo, ma per fortuna la mamma è tollerante: il pollice è mio e me lo gestisco io.