Archivio per ‘scoperte’

Il bidet

lunedì 8 novembre 2010

A luglio, quando ero piccolo, avevo appena compiuto un anno, sono andato con mamma e papà a trovare degli amici in Austria e Slovacchia.
Non ne ho mai parlato ma è stato molto divertente, è che volevo mostrare anche qualche foto, ma se aspetto che papà le metta sul sito faccio in tempo a laurearmi. Comunque, le prime sono QUI.
Papà e mamma sono stati molto contenti, soprattutto dell’Austria perché dicono che è un paese veramente attrezzato per visitarlo con un bambino. Infatti tutti gli alberghi e ristoranti sono attrezzati con lettini, fasciatoi, seggioloni e tutto quanto possa servire a un bimbo.
Però, però, io ho notato una pecca: è vero che se devo cambiarmi il pannolino, in un locale austriaco c’è sicuramente il fasciatoio, mentre in uno italiano devo sdraiarmi, quando va bene, sull’asse del water, ma in nessun locale, né casa privata austriaca ho mai visto quel che invece è presente in tutte i bagni privati italiani e in molti bagni di locali pubblici:il bidet.

Una grande invenzione di cui allora non ho apprezzato la mancanza, ma come ho detto ero piccolo, camminavo a malapena e non da solo, e mi affidavo ancora completamente ai genitori per l’igiene.

Ora invece capisco la civiltà di un popolo che in tutti i bagni, anche nelle case senza bambini, mette il bidet: un piccolo lavabo ad altezza bimbo, dove potersi lavare le mani e la faccia da soli (anche se papà e mamma tendono ancora ad aiutarmi, lavandomi un po’ più energicamente di quanto mi sembri giusto).
Oggi poi ho scoperto come sia divertente e soddisfacente bere dal rubinetto, come hanno detto?, a garganella mi pare.
E a lavarmi i gomiti: basta aggrapparsi al bordo lontano, un po’ come per issarsi sopra, e il gomito si lava benissimo. Dovrei solo chiedere di togliermi il maglione, prima.

Che grande invenzione, il bidet. Che grande popolo, gli Italiani.

solidarietà maschile

martedì 12 ottobre 2010

Oggi finalmente, leggendo questo, la mamma ha capito che non mi capirà mai, ma almeno può partire alla ricerca del manuale per provarci.
E quantomeno non si stupirà più quando l’estate prossima mi metterò di nuovo bello spaparanzato nudo sul lettino da spiaggia a giocare con il mio, di pisello.

Asilo

martedì 21 settembre 2010

Dopo il ritorno dalle vacanze ho ripreso ad andare all’asilo. Rispetto a questa primavera vado in un asilo nuovo, più grande e più bello. Non ho avuto alcun problema a inserirmi, a fare amicizia con la maestra e prendere confidenza con il posto, i giocattoli e gli altri bambini. Anche il pranzo mi soddisfa. Le porzioni forse sono un po’ scarse, ma posso fare il bis dal menu di riserva e credo che non soffrirò la fame. E poi la maestra mi ha fatto i complimenti per la mia bravura col cucchiaio. Sa come blandirmi, lei.
L’unica preoccupazione che ho riguarda la mamma. Quando mi accompagna, poi se ne va un po’ mogia: si vede che non va al lavoro volentieri e a me spiace e vorrei che rimanesse all’asilo con me a divertirsi. Cerco di farglielo capire con tutta la mia voce, ma lei non si ferma.
Be’ a quel punto mica possiamo essere tristi in due. Io gioco e mi diverto più che posso. Poi la consolerò alla sera.
 
 

primi passi

domenica 11 luglio 2010

(per chi riceve questo post via email: ci sono 3 video che non si vedono, ma potete andare direttamente sul sito cliccando il link sopra. Anche il post precedente funzionava così)

Nel video sotto sono un po’ schiacciato, problemi tecnici, ma insomma capite il concetto.

no-no-no-oo

sabato 3 luglio 2010

Ultimamente mi sono un po’ distratto con tutto questo movimento e mi son dimenticato dei miei tentativi per parlare.

Ho sperimentato abbondantemente in passato suoni quali ma-ma-ma-ma e pa-pa-pa-pa (con variante della doppia p) e per quanto i miei siano contenti non capisco bene cosa vogliano dire, la mamma mi fa ma-ma-ma-ma e io imito, ma non credo voglia dire mamma che mica si chiama da sola, no? Idem per pa-pa-pa-pa. Devo approfondire.

Intanto oggi però ho deciso di esprimere chiaramente quanto già cercavo di fargli capire a gesti: in fondo è la parola che mi dicono più spesso.
Per cui, se non voglio fare qualcosa, non solo scrollo la testa e oscillo il dito, ma lo dico forte e chiaro:

NO!

La mia prima parola voluta e consapevole. La mamma dice qualcosa su una futura adolescenza difficile, ma io semplicemente ho le idee molto chiare e non mi vergogno ad esprimerle (e poi si capisce che sotto sotto in realtà è orgogliosa del fatto che io abbia fin da ora delle prese di posizione).

Insomma, non sono uno che si fa mettere i piedi in testa. Solo di fianco alle orecchie, quando voglio essere particolarmente contorsionista.

bellezza e comodità

venerdì 18 giugno 2010

La mamma ha un sacco di quelle macchioline marroni che hanno tutti, però ne ha poche di quelle veramente belle, cioè quelle a rilievo che si possono prendere tra le dita e pizzicare. Una, bellissima, ce l’ha sul lato del collo; non so perché la mamma gira sempre la testa per non farmici arrivare, ma oggi ho scoperto che invece che spingerle di lato la faccia premendo sulla guancia posso prendere la comoda e pratica maniglia che le spunta in mezzo.

bye bye baby

giovedì 10 giugno 2010

04062010044-001
L’altro giorno ero nel passeggino che guarda avanti e ho pensato che era molto maleducato starmene seduto lì coi gomiti sui braccioli e i piedi accavallati sul manubrio a guardare la gente che mi veniva incontro senza degnarli di un gesto, così ho cominciato a salutarli. E loro mi rispondevano! All’inizio la mamma non si è accorta che io salutavo per primo perché c’era la capotte abbassata, ma poi ha guardato e si è messa a ridere molto perché diceva che salutavo come la regina d’Inghilterra che non so bene chi sia ma dev’essere una signora beneducata.
Poi ho capito e invece di ruotare la mano su sé stessa ora la stringo a pugno, a volte anche tutte e due assieme, perché sono proprio un piccolo milanese quindi faccio ciao nè e me ne vado.

Ciao nè.
 
 

roma e il treno

mercoledì 2 giugno 2010

uff! che giorni faticosi!

Come ho già spiegato a la mimilotta sono stato molto impegnato. Il papà è sparito per due notti. Mi ha raccontato di essere andato a partecipare a un importantissimo torneo di calcetto e qui e lì e là.

E’ chiaro che ho dovuto fargli capire come queste cose non si facciano, ma penso che il metodo “piangere di notte, non voler dormire, voler stare sempre sempre sempre in braccio” abbia funzionato.

Ora che ha capito, posso tornare a occupazioni meno pedagogiche e raccontare ad esempio di quando siamo andati a Roma con il treno: è stato divertente!

Il treno è stata una bellissima scusa per stare un sacco in braccio alla mamma mentre il papà faceva divertire tutti portando mille valige (mie) su e giù dalla carrozza e anche dopo (per quasi tutto il viaggio in effetti) e per curiosare e giocare in questo posto lungo e stretto e affollato. Non mi han lasciato guidare, ma continuo a esercitarmi a casa per la prossima volta.

A Roma ho conosciuto tanti zii e zie nuove (ciao Momo, sei anche più simpatica di persona che nei commenti che mi lasci qui!) e lo zio Giorgio mi ha fatto ascoltare della bella musica

mi ha dato da mangiare una ricotta buonissima e mi ha fatto fare le ore piccole la sera.

Poi, mi sono vestito tutto elegante per il matrimonio, ma sono andato sull’altalena per la prima volta!

Yupppppppiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Yupppppppiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

E’ stata proprio una festa, ma devo tornarci perché anche se mi han detto che grazie al navigatore satellitare siamo passati a San Giovanni, al Colosseo, alle terme di Caracalla, al Pincio, a piazza del Popolo e in altri posti famosi io non li ho visti. Eravamo in macchina e dormivo, oppure pensavo alla pappa; invece voglio vedere questi e altri posti con calma.

nota per me #1

sabato 15 maggio 2010

aprire e chiudere quelle cose che chiamano cassetti è molto divertente, frugarci dentro anche.

chiuderli con le dita in mezzo, no.

suoni e parole

lunedì 10 maggio 2010

Ieri ho avuto un altro esempio di come papà e mamma facciano un sacco di scene per niente.

Anzi stavolta siamo andati anche oltre, per una cosa da nulla ho ottenuto da mamma la promessa di non sgridarmi per una settimana.

Pensate che è stato sufficiente cambiare un po’ i suoni che canticchio ogni tanto per farla quasi svenire.

Eppure ho già fatto diverse prove, sono passato da ggghhghh ghhgggh a da da da, poi a ba ba ba ba e da un po’ di tempo a pa-pa-pa pa-pà pa-pà.
Già in questa fase ho visto che se sperimentavo pa-pa-pà guardando il papà a lui tremava il labbro inferiore, ma mai mi sarei aspettato che quando ieri ho deciso, dopo aver dato la mia letterina alla mamma, di provare i nuovi suoni ma-ma-mma ma ma mam-ma avrebbe reagito barcollando e poi abbracciandomi e baciandomi.

Ci deve essere qualche cosa che mi sfugge, ma credo che riproverò. Sono certo che quando capirò, potrò rigirarmi papà e mamma come voglio!