Archivio per ‘viaggi’

Ah, i posti che ho visto! Ah, le cose che ho fatto!

lunedì 5 settembre 2011

C’è un tempo per scrivere e uno per vivere.

L’estate, decisamente, è il momento di fare cose, vedere posti e conoscere gente e io così ho fatto.

L’anno scorso forse avevo potuto esplorare mete più culturali, dove parlano lingue diverse, ma adesso che so parlare ho preferito restare dove possono capirmi, anche perché parlare mi piace molto. Papà dice che parlo come due bambini di 2 anni; lo prendo come un complimento e continuo a dire a tutti coloro che mi passano vicino cosa sto facendo e, da qualche tempo, anche a presentare me, la mamma e il papà e chiedere come si chiama l’interlocutore e tante altre cose interessanti. Se sono sconosciuti è più divertente.

Comunque, ho viaggiato, dicevo: sono stato quasi due mesi lontano da casa, in posti diversi: il mare adriatico, la collina piacentina, la quasi montagna sopra il Lago Maggiore e poi ancora il mare ligure. Ho potuto conoscere ambienti e persone diverse.

A Cattolica il mare è bruttino e infatti non ho voluto entrarci se non una sola volta e solo per tenere compagnia a Mattia, che si vedeva proprio che voleva fare il bagno. Si vede che non si intende molto di mare.

scalateIn compenso, le spiagge sono belle e ci sono un sacco di scivoli e castelli bellissimi su cui ho potuto esercitare le mie doti di scalatore e provvedere a tenere in forma il papà convincendolo a salire e scendere insieme a me.

L’acquario è stato bello, la gita nell’entroterra divertente.

Anche l’albergo mi ha soddisfatto.

C’era il trenino che passava vicino e mi sono premurato di far gioiosamente notare la cosa urlando “T(R)ENO!” a tutto volume ogni volta che ne sentivo il rumore (circa ogni mezz’ora).

C’erano molti bimbi, quasi tutti un po’ più grandi, con i quali ho fatto subito amicizia, soprattutto con le bimbe (argomento che merita un post a parte), e con i quali potevo giocare e correre ogni sera in albergo, ma anche di giorno in spiaggia.

C’è solo voluto un po’ di tempo perché papà e mamma capissero che cosa ordinare per me ai pasti; nel frattempo è stato sufficiente pretendere che mi dessero quello che prendevano loro e per un paio di giorni sono rimasti loro senza pappa, poi finalmente si sono adeguati. Una tecnica un po’ crudele, lo ammetto, ma dovevo forse sacrificarmi io?

coi piedi per aria è meglioSestri Levante è tutta un’altra cosa. Decisamente è inferiore come dotazione di scivoli, castelli e altalene. Decisamente è inferiore come presenza di bimbi. Però la spiaggia non è male e il mare è tutta un’altra cosa. In quell’acqua piena di pesciolini e profonda al punto giusto sì che si può fare il bagno.

Si può nuotare, fare i tuffi o anche stare spaparanzato a mollo nel salvagente a  guardarsi la punta dei piedi e fare brrrrrrrrrrrr con la bocca.

Poi nel paese si può correre liberamente e tutti sono molto gentili e allegri: ho chiesto la nuova frase che ho imparato “Come ti chiami, TTUU?” a chiunque incontravo e tutti hanno sempre risposto ridendo a crepapelle, nonostante il tono vagamente intimidatorio, che devo evidentemente perfezionare. Non mi sembrava una cosa così spiritosa, ma sono contento che si siano divertiti.

In mezzo, sono stato nelle colline piacentine, dal nonno Ma’ino, dove c’erano anche la zia ‘Ziella e lo zio ‘uigi e i cavalli! E sappiatelo:

Io 'ndato c'vallo!IO ‘NDATO C’VALLO!

Proprio sopra: prima su uno di passaggio e poi in groppa a Fabuloso, quello bianco. Quello nero si chiama Toledo, ma non ho avuto occasione di cavalcarlo.

Poi c’è anche il giardino con un bel praticello e una macchinetta rumorosissima con cui io “tajio e(r)bba”. Insomma, più il nonno, ma il mio contributo morale è fondamentale nello stargli non troppo lontano.

Per il relax potevo sfruttare la piscina dei bimbi vicini Giulia, Tommaso e Anna, che non sarà il mare ma è un bel bagno lo stesso, e poi correre a farmi coccolare da zia ‘Ziella e zio ‘uigi e abbuffarmi di gnocco fritto, tortelli di ricotta e torte.

 

Dai nonni ‘eo ed Elena ci sono un sacco di sedie da mettere in fila per costruire un trenino per poi far sedere tutti sulla carrozza giusta. Ci sono tanti zii, cugini e cuginette. Anche A’ianna e la Zietta. E lo zio Pallo che mi ha portato a un lago bellissimo dove andare a nuotare.

Ma soprattutto sono stato per la prima volta da solo, senza papà e mamma, per cinque giorni.

Sì mi sono un po’ mancati, ma sono stato bene lo stesso. Certo la responsabilità  di badare ai nonni non era poca. Ho cercato di farli divertire il più possibile, ma ho visto che dopo due o tre giorni erano proprio stanchi e ho dovuto insistere perché papà e mamma venissero ad aiutarmi a farli riposare un po’.

Credo che papà e mamma non abbiano capito bene, quando al telefono dicevo “mammaaa ‘ieniiii” o “papà, dopo ‘ieni, qqui?”, con voce tremolante perché ero un po’ preoccupato che i nonni con me non si divertissero abbastanza. Temo pensassero che mi sentissi solo, ma quel che conta è il risultato: al venerdì sono arrivati e si sono presi un po’ cura dei nonni anche loro.

Ora sono tornato a Milano, sono tornato all’asilo. Ho ritrovato i bimbi, la maestra Ada, la maestra Stefy, anche Anto. I’ene. E dei bimbi nuovi. Ora sono grande. Eh sì!

Alla sera gioco con Andrea. Con I’ene (la cuginetta) e gli zii e poi a casa con mamma e papà.

Che vita! Che risate! Che posti ho visto e quante cose ho fatto!

Ma un po’ sono contento di essere tornato. E’ stato tutto anche faticoso.

stancosono tornato

roma e il treno

mercoledì 2 giugno 2010

uff! che giorni faticosi!

Come ho già spiegato a la mimilotta sono stato molto impegnato. Il papà è sparito per due notti. Mi ha raccontato di essere andato a partecipare a un importantissimo torneo di calcetto e qui e lì e là.

E’ chiaro che ho dovuto fargli capire come queste cose non si facciano, ma penso che il metodo “piangere di notte, non voler dormire, voler stare sempre sempre sempre in braccio” abbia funzionato.

Ora che ha capito, posso tornare a occupazioni meno pedagogiche e raccontare ad esempio di quando siamo andati a Roma con il treno: è stato divertente!

Il treno è stata una bellissima scusa per stare un sacco in braccio alla mamma mentre il papà faceva divertire tutti portando mille valige (mie) su e giù dalla carrozza e anche dopo (per quasi tutto il viaggio in effetti) e per curiosare e giocare in questo posto lungo e stretto e affollato. Non mi han lasciato guidare, ma continuo a esercitarmi a casa per la prossima volta.

A Roma ho conosciuto tanti zii e zie nuove (ciao Momo, sei anche più simpatica di persona che nei commenti che mi lasci qui!) e lo zio Giorgio mi ha fatto ascoltare della bella musica

mi ha dato da mangiare una ricotta buonissima e mi ha fatto fare le ore piccole la sera.

Poi, mi sono vestito tutto elegante per il matrimonio, ma sono andato sull’altalena per la prima volta!

Yupppppppiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Yupppppppiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

E’ stata proprio una festa, ma devo tornarci perché anche se mi han detto che grazie al navigatore satellitare siamo passati a San Giovanni, al Colosseo, alle terme di Caracalla, al Pincio, a piazza del Popolo e in altri posti famosi io non li ho visti. Eravamo in macchina e dormivo, oppure pensavo alla pappa; invece voglio vedere questi e altri posti con calma.