giusto per sapere

Bagno, interno giorno.
Apro la porta.
- Ciao.
- … ciao.
- Scusa.
- … figurati.
- …
- …
- Hai pesso il pi’ellino?
- (… cof ehm argh) No tesoro, il pisellino ce l’hanno solo i maschi come te e papà, le donne no.
- Ah.
- …
- Ciao.
- Ciao.

x-factor o ONU? Ai posteri…

L’altra mattina ero in macchina e come sempre mi guardavo in giro per trovare ‘tobusse (autobus), tramme, ruspe e scavatori, quando ho pensato che era il caso di allietare i miei genitori con un po’ di buona musica.

Frerre giacche
frerre giacche
dormevvù
dormevvù
dindondan
cammannaaaaaaaaaaaarooo
dindondan
bravo cacciatoo-oore
dindindin

La mamma ha detto che, nonostante l’interessante rielaborazione e commistione dei testi,  forse è meglio puntare sulle lingue. Ma a me piace cantare, uffa.

tu balli da sola, ovvero: ognuno al suo posto

Sono un bimbo moderno, democratico e rispettoso di tutti. Dico sempre “grazie”, qualche volta “per favore”, saluto quando arrivo e quando me ne vado e stringo la mano a chi incontro per la prima volta, almeno se lo vedo fare a papà, perché ancora ho qualche dubbio sull’opportunità di toccare degli estranei.

Lo stesso rispetto pretendo dagli altri: da mamma e papà in primo luogo, che devono rispettare i loro ruoli e stare al proprio posto.

Ci sono cose da fare con la mamma, come le coccole, e cose da fare con il papà, come andare in bicicletta e chiedere informazioni scientifiche.

Soprattutto ci sono conversazioni da uomini e la mamma non dovrebbe intromettersi: ieri per esempio, in auto, ho sentito che parlava con papà di qualcosa in cui, secondo me, non dovrebbe intromettersi e ho ritenuto necessario fermarla e ristabilire i ruoli. Ecco come è andata:

Papà: parlando del frigorifero…
Mamma: sì, secondo me
Io: (s)’METTI!
Mamma: eh?
Io: (s)METTI! Non pa’lla(re) TU! ‘itta!
Io: Papà pa’lla con me!
Papà e mamma: …
Io: Tu pa’lla da sola!
Papà (ridacchiando, non capisco perché): Allora, Giorgio, io avevo visto questo frigorifero.
Io, con tono appropriatamente interessato e sorpreso: AH! ‘avvero?
Papà: mi sembrava bello e conveniente.
Io: sì, sì.
Papà: però per queste e queste caratteristiche, potrebbe andare meglio quell’altro. Bisogna valutare bene.
Io: sì.
Papà: Bene, se sei d’accordo anche tu va tutto bene. La conversazione è conclusa, adesso direi che la mamma può parlare un po’ anche lei, da sola.

A questo punto ero d’accordo: se la conversazione era conclusa, non c’era motivo che mamma non parlasse un po’ da sola. Mi sembra che nel farlo anche lei abbia accennato a un frigorifero e non vorrei che avesse cercato di intromettersi in cose che non le competono senza farmelo notare, ma sono sicuro che papà è una persona seria e non la ascoltava.

Anche alla sera comunque ho ricordato alla mamma che deve stare al proprio posto.

Dopo le coccole e la preghierina serale, prima di andarmene nel lettino, le ho intimato e ribadito:

“tu dommi da sola!”

Spero che abbia ubbidito, anche se poi mi sono addormentato io e non ho potuto verificare.

cibo batte educazione 1-0

- Fede, vuoi un po’ di formaggio?
- Mamma, metti pezzo fommaggio QUI!
- Giorgio, si dice: mamma, per favore, mi dai un pezzetto di formaggio?
- No, g’osso!

impazienza, ovvero il sangue non è acqua

Ultimamente mi sono un po’ allenato con i colori. E’ il tema dell’anno dell’asilo ma a parte questo TUTTI mi continuano a ripetere quelli dei semafori, e rosso ti fermi e verde puoi andare, e ho capito insomma, che poi a me piace molto di più stare sul basamento del pilone del semaforo e guardarmi intorno.

Comunque l’altro giorno eravamo in macchina in coda dietro a un altro paio di automobili ferme al semaforo e ho pensato di far capire ai miei che HO CAPITO,  così quando è diventato verde ho urlato:

- DAIIIII è VEDDDEEEEEEEEEEE!

Papà scuoteva la testa dicendo ‘piccolo milanese’, la mamma invece sembrava quasi orgogliosa mentre gli diceva che in fondo qualcosa da lei ho preso. Papà ha detto che c’era di meglio, da prendere, ma chiaramente è la mamma quella che si intende di colori.

Devo dirglielo, che è una battaglia persa. Come si sa, per i maschi come me e il papà oltre il rosso e il verde c’è poco altro.

non sono un egoista, io

Da qualche giorno la mamma ha introdotto un nuovo rito della nanna e mentre facciamo le coccole nel lettone mi insegna una filastrocca che si chiama preghierina. Mi piace molto perché se le prime due volte ripetevo parola per parola e basta ora mi lascia intervenire.

Funziona così:

- Angelo… diddio!
- che sei… cuttode!
- illumina… iumina!
- custodisci… cuttodisci FUO’I! (in casa penso siamo già abbastanza al sicuro, grazie. Vero che non si può mai dire, adesso ci penso, se evitare i prossimi giorni)
- reggi… ‘eggi!
- e governa… govenna…
- me… Tommy! (questa è stata una mia aggiunta recente perché avendo un po’ capito secondo me c’è di sicuro un Tommy che ha più bisogno di me di questa preghierina).
- che ti fui… fiu!
- affidato… ‘fidato!
- dalla pietà… ‘età!
- celeste… ‘eleste!
- amen… AME!

Io fra una parola e l’altra mi faccio un sacco di risate, ma adesso che l’ho imparata bene non è più stimolante come prima, quindi negli ultimi giorni preferisco la canzoncina del serpente che vien giù dal monte a cercare la sua coda: così lo posso aiutare nella sua ricerca.

pancia mia fatti capanna

Per chi fosse preoccupato per il mio scarso peso, posso tranquillizzare tutti che la mamma e il papà non mi stanno affamando.

All’asilo continuo a mangiare entrambi i menù (quello normale e quello di scorta per chi ha allergie ecc.): non sia mai che mettano qualcosa in tavola senza che io lo assaggi.
Ho notato che la mamma aspetta a chiedere notizie dei miei pasti quando non ci sono le altre mamme, soprattutto quelle dei bambini che non mangiano niente, credo perché ha paura che mi accusino di rubare il cibo di bocca ai loro figli (cosa che peraltro ovviamente faccio, ma solo con la ciotola comune della frutta tirandomela davanti. Esagerate).

Comunque per fare un esempio, ecco cosa ho mangiato ieri:

- colazione: 7/8 biscotti.

- pranzo con il nonno Marino: una bella porzione di pasta al forno con besciamella e prosciutto, e tanta polenta che è il mio nuovo cibo preferito. Più un po’ di cheesecake.

- cena della nonna Elena: un piattone di pasta al pesto, un pezzo di cotoletta in agrodolce – un po’ strana però, quindi me l’hanno poi sostituita con una bella fetta di cima ripiena di verdure e uova sode, e due fette di crostata con la marmellata di mele cotogne. Mentre uscivo ho chiesto alla nonna Elena un’altra fetta ma la mamma mi ha portato via bofonchiando qualcosa come ‘fogna’ ma non so bene cosa voglia dire.

Sarà commestibile?

se telefonando…

Ieri mentre ero dalla nonna nel suo ufficio ho pensato bene di telefonare alla mamma con il telefono che mi dà la nonna apposta (non so perché, è senza filo e di là non si sente niente, ma io so benissimo cosa mi dicono papà, nonni e cugino quando chiamo quindi non importa).

- P’onto, mamma, ciao!

- come (s)tai?

- io bene, sono con nonna.

- tu (s)tai lavo’ando?

- t’oppo?!?

Alla sera la mamma aveva una faccia strana ma visto che mi ha spiegato che il suo ufficio è come per me l’asilo, ho pensato che anch’io in effetti alla sera sono sempre stanco. Forse deve solo fare un po’ di allenamento.

bollettino

Martedì scorso sono andato dalla simpatica dottoressa che ha sempre delle cose strane e misteriose da farmi fare.

Io le ho chiesto le carte come l’altra volta a giugno, ché io le cose importanti non me le dimentico, ma aveva altri oggetti molto più interessanti, tipo un foglio con dei puntini traslucidi su cui dovevo indicarle la macchinina, il gatto e la palla che si vedono solo se stai bene davanti e infatti la mamma non li vedeva mentre io sì, subito. Poi ho sentito che la dottoressa le diceva che di solito non fa mai questo test ai maschi sotto i due anni e mezzo (sicuramente intendeva perché noi di solito non ci perdiamo in quisquilie) e la mamma era tutta contenta.

In compenso rimango mediamente alto (88 cm) e molto magro (12,1 kg) che così oltretutto faccio risparmiare la mamma sui vestiti.

Alla fine questa donna simpaticissima mi ha dato una medicina per la tosse meravigliosa: pensate, è a base di lumaca, anzi muco di lumaca*! Non è fantastica?

 

* giurin giuretta, cercare in rete per credere.

basta poco

Oggi quando siamo arrivati dai nonni c’era l’ascensore occupato e sembrava bloccato al piano (di solito succede a quelli alti).
Allora la mamma ha detto – con un tono mica tanto contento, non so perché – che dovevamo andare a piedi! Evviva! Però poi l’ascensore è ripartito ed è arrivato e lei non è più voluta andare a piedi.

Alle mie giustificatissime proteste (non mi piace che mi si illuda) lei mi ha spiegato che io sono giovane ma lei è troppo vecchietta per farsi 5 piani a piedi.

- Vero che sono vecchietta, Giorgio?
- Nooo mamma, tu no ‘etta, tu g’ande!

Mi ha dato tanti baci e ha detto che io ho capito tutto delle donne. Mo’ me lo segno.

 

— AGGIORNAMENTO 19 ottobre —

Papà: – eeeeeh io sono vecchietto, Giorrgio!
Io:  - papà ‘etto!

 

Se insistono tanto, mi adeguo.