vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti
il pericolo DIFFICILE è il mio mestiere
Sì beh ok vedo che son capaci tutti di camminare quindi non vedo perché fare lo sforzo che non perdo mica tempo a provar cose che posso fare quando voglio.
Molto più divertente salire sulla scala a pioli (ieri) e togliere i copripresa dalle prese di corrente, che non ci crederete, ma sono DURISSIMI da sfilare!
Però pare che alla mamma queste cose non vadano molto bene, anche se per farle capire che so che non si dovrebbe fare faccio sempre no col dito, che io sono un bravo bambino e mi dico di no da solo – non che io abbia capito esattamente cosa voglia dire (qualcosa tipo ‘non fare le cose divertenti’ non mi sembra plausibile), ma spero si apprezzi la buona volontà.
E invece no! La mamma fa sempre un sacco di scene e dice che a furia di ‘ho perso dieci anni di vita’ i prossimi sono 137.
Ed ecco che è uscito anche il secondo dente. Non che mi facciano male quando escono, ma mi viene sempre la febbre o qualcos’altro – stavolta la congiuntivite – così i miei non si annoiano, soprattutto se siamo via.
L’altro giorno ero nel passeggino che guarda avanti e ho pensato che era molto maleducato starmene seduto lì coi gomiti sui braccioli e i piedi accavallati sul manubrio a guardare la gente che mi veniva incontro senza degnarli di un gesto, così ho cominciato a salutarli. E loro mi rispondevano! All’inizio la mamma non si è accorta che io salutavo per primo perché c’era la capotte abbassata, ma poi ha guardato e si è messa a ridere molto perché diceva che salutavo come la regina d’Inghilterra che non so bene chi sia ma dev’essere una signora beneducata.
Poi ho capito e invece di ruotare la mano su sé stessa ora la stringo a pugno, a volte anche tutte e due assieme, perché sono proprio un piccolo milanese quindi faccio ciao nè e me ne vado.
Ma quello che ha inventato la scatola con il coperchio bucato in varie forme per poterci mettere dentro cubi, cilindri, stelle e piramidi, si sarà accorto che è molto più facile aprire la scatola, metterci dentro cubi, cilindri, stelle e piramidi e richiudere la scatola?
Chissà quanto tempo perde, lui, per mettere in ordine!
Scendere dal letto, dal divano, dalle sedie è ormai un esercizio facile che so fare all’indietro e in avanti, di piedi e di testa.
Salire è un po’ più difficile, ma ci riesco quasi ovunque, manca solo la sedia a dondolo che non sta mai ferma.
Arrampicarsi sui mobili, sul passeggino, salire in piedi sull’altalena è facile e divertente.
Mamma, papà: devo confessarvi che a volte però mi metto ancora più in pericolo.
Ogni tanto, quando sono in piedi e concentrato dimentico per qualche momento di reggermi con le mani! Dura poco, ché poi mi ricordo, ma a volte è successo.
Perdonatemi, sono uno sciagurato.
Come ho già spiegato a la mimilotta sono stato molto impegnato. Il papà è sparito per due notti. Mi ha raccontato di essere andato a partecipare a un importantissimo torneo di calcetto e qui e lì e là.
E’ chiaro che ho dovuto fargli capire come queste cose non si facciano, ma penso che il metodo “piangere di notte, non voler dormire, voler stare sempre sempre sempre in braccio” abbia funzionato.
Ora che ha capito, posso tornare a occupazioni meno pedagogiche e raccontare ad esempio di quando siamo andati a Roma con il treno: è stato divertente!
Il treno è stata una bellissima scusa per stare un sacco in braccio alla mamma mentre il papà faceva divertire tutti portando mille valige (mie) su e giù dalla carrozza e anche dopo (per quasi tutto il viaggio in effetti) e per curiosare e giocare in questo posto lungo e stretto e affollato. Non mi han lasciato guidare, ma continuo a esercitarmi a casa per la prossima volta.
A Roma ho conosciuto tanti zii e zie nuove (ciao Momo, sei anche più simpatica di persona che nei commenti che mi lasci qui!) e lo zio Giorgio mi ha fatto ascoltare della bella musica
mi ha dato da mangiare una ricotta buonissima e mi ha fatto fare le ore piccole la sera.
Poi, mi sono vestito tutto elegante per il matrimonio, ma sono andato sull’altalena per la prima volta!
Yupppppppiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
E’ stata proprio una festa, ma devo tornarci perché anche se mi han detto che grazie al navigatore satellitare siamo passati a San Giovanni, al Colosseo, alle terme di Caracalla, al Pincio, a piazza del Popolo e in altri posti famosi io non li ho visti. Eravamo in macchina e dormivo, oppure pensavo alla pappa; invece voglio vedere questi e altri posti con calma.
Anzi stavolta siamo andati anche oltre, per una cosa da nulla ho ottenuto da mamma la promessa di non sgridarmi per una settimana.
Pensate che è stato sufficiente cambiare un po’ i suoni che canticchio ogni tanto per farla quasi svenire.
Eppure ho già fatto diverse prove, sono passato da ggghhghh ghhgggh a da da da, poi a ba ba ba ba e da un po’ di tempo a pa-pa-pa pa-pà pa-pà.
Già in questa fase ho visto che se sperimentavo pa-pa-pà guardando il papà a lui tremava il labbro inferiore, ma mai mi sarei aspettato che quando ieri ho deciso, dopo aver dato la mia letterina alla mamma, di provare i nuovi suoni ma-ma-mma ma ma mam-ma avrebbe reagito barcollando e poi abbracciandomi e baciandomi.
Ci deve essere qualche cosa che mi sfugge, ma credo che riproverò. Sono certo che quando capirò, potrò rigirarmi papà e mamma come voglio!