Zittaestira

giuovine donna che si è sposata senza saper fare una lavatrice
e ha pensato bene di testare, dispensare e condividere
esperienze di vita casalinga

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marzo: 2010
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Premetto che ovviamente la citazione delle marche nel post precedente era a titolo esemplificativo e comunque gratuito.
In proposito ricevo in privato e mantenendo l’anonimato richiesto inserisco queste utili – per quanto tristi – informazioni.

La nivea non è per nulla naturale. La crema bianca in barattolo blu è paraffina (= petrolio) pura, anche alcune di quelle per il corpo non sono meglio.
Lush bara parecchio sul naturale. Per esempio i saponi non sono saponi, ma detergenti. Ciò vuol dire che sono più aggressivi e contengono SLES, SLS e balle varie (ogni tanto arrivano mail allarmistiche sugli SLES,
SLS ecc. non è niente di mostruosamente pericoloso, ma sono più aggressivi dei saponi “veri”. Quello che in giro viene venduto come “sapone liquido” in realtà non è sapone, ma detergente anche quello).
Poi sono pieni di coloranti, profumi artificiali & c.
Non è che sta roba sia assolutamente da evitare, eh, se piace e ci si trova bene ovviamente si può usare. Però non sono né particolarmente delicati, né particolarmente rispettosi dell’ambiente.
E soprattutto sono molto cari per quello che sono.
Tutto quello che è burro corpo & c. puoi autoprodurlo in casa spendendo molto meno (ovviamente non otterrai mai lo stesso profumo, che è una fragranza sintetica, e dovresti acquistarla dal loro produttore).

[questo per quanto bio ed etico contrasta un po' con la pigrizia alla base di questo post, ma vedete voi]

Bottega Verde ha una linea bioecologica che è molto buona, e davvero bioecologica. Peccato che la tengano sempre nascosta, non facciano mai le promozioni, e adesso è uscita di produzione la crema notte.

Poi non è vero che naturale = il bene e sintetico = il male, però un sacco di marche di erboristeria (o anche Bottega Verde, L’erbolario) usano ingredienti che derivano dal petrolio oppure siliconi, che non è che “facciano male”, però non fanno neanche troppo bene, anche se i siliconi danno un effetto estetico sulla pelle e sui capelli “miracoloso”.
Infatti ultimamente sia BV che erbolario hanno fatto una linea “bioecologica”, che vuol dire che quelle precedenti non erano proprio sempre bioecologiche.
Quella di erbolario non la conosco (è più cara come marca, di BV, e non mi tampina con le cartoline con i regali :) ) ma quella di BV è buona. Poi io ho una pelle che si beve di tutto, quindi non sono la persona più azzeccata per fare gli esperimenti.
Anche esselunga ha una linea bioecologica, però solo di prodotti per l’igiene. Cioè non fanno le creme viso, ma fanno saponette, shampoo, detergente intimo. Quello che ho provato mi sembra buono. Sulle saponette mi leggo sempre tutti gli ingredienti, e tutto quello che ho visto in vendita, anche se vanta di essere supernaturale, ha sempre almeno dei profumi sintetici, dei coloranti e quasi sempre dei conservanti.

La cosa sulla lush ci sono rimasta malissimo anch’io, e devo dire che loro fanno dell’ecologia e dell’etica una questione di marketing. Per esempio, adesso sbandierano ovunque che per i loro saponi non usano l’olio di palma che distrugge le foreste tropicali. Però l’hanno usato fino a poco fa, e non è che non lo sapessero…
Per i test sugli animali, credo che in Italia (o in Europa) la normativa sia abbastanza incasinata, quindi (avevo letto da qualche parte, se trovo l’articolo te lo mando) testano, o non testano come tutti gli altri.
Non so, è un po’ come se io mi mettessi a vendere saponi e li chiamassi saponi equo solidali, perché non sono stati fatti da minorenni o sfruttando in nero lavoratori nel terzo mondo.

Non è che i prodotti nivea siano tossici, eh, ma non è detto che siano supernaturali. Se vuoi farti un’idea (ma ti anticipo che sono un po’ degli integralisti, e ti piglia uno choc) prova a guardare il biodizionario (www.biodizionario.it) oppure il forum di promiseland.

per cumparir bisogna soffrir

giovedì 16 aprile 2009

Prima di sposarmi una mia collega mi prescrisse (su richiesta) una cura di bellezza. Mi guardò, disse che l’avrebbe ridotta ai minimi termini che sennò era ovvio che non l’avrei mai fatta, e mi mandò istruzioni e lista.

So che alcune donne amano alzarsi mezz’ora prima per farsi belle, ma diciamocelo: la maggior parte preferirebbe dormire mezz’ora di più e potersela cavare con una versione sprint. Tra queste, io. E molte delle mie amiche richiesero la lista a gran voce.
Eccola: veramente ai minimi termini, con qualche avvertenza.
- ovviamente il tipo di prodotto dovete sceglierlo in base alla vostra pelle, ma se non avete problemi particolari una bella nivea* va sempre bene – meglio ancora un prodotto ‘neutro’ (non specifico) lush* o bottega verde* che rispettano gli animali e l’ambiente. Sempre per rispettare l’ambiente, privilegiate i dischetti struccanti di cotone biodegradabile (quelli marca esselunga* si sfaldano, provate da natura sì*).

- annusate sempre il prodotto. Magari adorate il profumo di rose/mandorle/mughetti, ma avere in faccia un concentrato di questo profumo per parte della giornata può non essere piacevole (io sono ipersensibile agli odori, voi vedete un po’).

- nella lista non sarebbe contemplato il trucco. Vorrebbe dire aggiungere un quarto d’ora ed è troppo personale. Metterò solo due parole due dovute alla mia esperienza.

—–

VISO (estendere anche al collo).
- Appena alzate e prima di andare a dormire il viso va deterso e tonificato. L’ideale sono quei prodotti 2 in 1 (e spesso 3 in 1 in quanto fanno anche da struccante).
- Poi va idratatato: crema 24 ore oppure una giorno e una notte, vedete voi come preferite (quella notte idrata di più). In periodo estivo (ma anche non solo) una crema che abbia un minimo di protezione dal sole è preferibile (e aiuta ad abbronzarsi un pochino pure andando al lavoro). Massaggiate un po’ che fa bene.
- Infine usate un prodotto per il contorno occhi: so che sembra superfluo ma qualcosa per le occhiaie fa, soprattutto se picchiettate e vi ricordate di metterlo anche sopra la palpebra.
- una tantum: una maschera viso una volta la settimana (vabbè, facciamo almeno due volte al mese, ok ok, una volta al mese) pulisce e tonifica, e se vivete in città è quasi indispensabile (io ne faccio a meno ma perché sono smemorata: o ho un rituale o niente).

—–

CORPO.
- scegliete un bagno schiuma anche tonificante, ma se preferite coccoloso va bene uguale: anche l’umore vuole la sua parte. Ricordatevi comunque di massaggiare un po’ con il guanto di crine o con la spugna scrubbante.
- usare uno scrub (anche non tutte le volte, ma neanche mai… soprattutto prima dell’estate, garantisce un’abbronzatura più sana e duratura).
- mattina e sera (ok, almeno dopo bagno/doccia) mettere una crema corpo.

—–

CAPELLI.
- usare uno shampoo appropriato.
- usare un balsamo appropriato. Sì sarebbe più comodo uno shampoo + balsamo ma in questo caso meglio separare (o non lava bene o non ammorbidisce/nutre bene).
- se sono molto fragili, qualche fialetta ricostituente da mettere sulla cute dopo aver lavato i capelli potrebbe essere utile e porta via poco tempo (ce n’è anche di poco costose).
- se potete farne a meno evitate il fon che secca e rovina tantissimo i capelli.

—–

TRUCCO al minimo indispensabile.
- correttore per occhiaie e brufoli.
- crema colorata uniformante per il viso.
- mascara.
- rossetto o gloss.

Et voilà.

————————————————————————–

* Un aggiornamento su queste marche nel post successivo.

lo stiro, ripresa

mercoledì 11 marzo 2009

ricevo:

ciao,
ho un problemino da sottoporre:
Si può lasciare la piega della stiratura lungo le maniche delle camicie da uomo, oppure si devono eliminare come le camiciette delle donne?
Io ho sempre stirato le camicie senza badare a questa cosa, ma la mia consuocera sostiene che si debba eliminare.
grazie per il consiglio

Carissima,

ho fatto una ricerca e vedo che le opinioni sono discordanti, ma l’esperta massima (mia madre) sostiene anzi che la piega sulle maniche delle camicie da uomo vada proprio fatta.

Naturalmente, non pretendo di convincere la tua consuocera, che se è la madre di tuo genero difficilmente cambierà idea su come ha sempre stirato le camicie del figliuolo.

Lasciare gli oggetti più grandi a bagno in acqua e bicarbonato; strofinare gli oggetti più piccoli (e lavorati) direttamente con la polvere di bicarbonato.

Puzza anche meno – ed è più ecologico… – dell’argentil (non che ci voglia molto…)

uomini, nostalgicamente illusi

martedì 16 dicembre 2008

Pubblico con emancipata soddisfazione questo raro contributo maschile che offre a noi donne un’interessante visione di un passato che NON tornerà.

 

[tratto da qui]

 

  • Have dinner ready. Plan ahead, even the night before, to have a delicious meal ready on time for his return. This is a way of letting him know that you have be thinking about him and are concerned about his needs. Most men are hungry when they get home and the prospect of a good meal is part of the warm welcome needed.
  • Prepare yourself. Take 15 minutes to rest so you’ll be refreshed when he arrives. Touch up your make-up, put a ribbon in your hair and be fresh-looking. He has just been with a lot of work-weary people.
  • Be a little gay and a little more interesting for him. His boring day may need a lift and one of your duties is to provide it.
  • Clear away the clutter. Make one last trip through the main part of the house just before your husband arrives. Run a dustcloth over the tables.
  • During the cooler months of the year you should prepare and light a fire for him to unwind by. Your husband will feel he has reached a haven of rest and order, and it will give you a lift too. After all, catering to his comfort will provide you with immense personal satisfaction.
  • Minimize all noise. At the time of his arrival, eliminate all noise of the washer, dryer or vacuum. Encourage the children to be quiet.
  • Be happy to see him.
  • Greet him with a warm smile and show sincerity in your desire to please him.
  • Listen to him. You may have a dozen important things to tell him, but the moment of his arrival is not the time. Let him talk first – remember, his topics of conversation are more important than yours.
  • Don’t greet him with complaints and problems.
  • Don’t complain if he’s late for dinner or even if he stays out all night. Count this as minor compared to what he might have gone through at work.
  • Make him comfortable. Have him lean back in a comfortable chair or lie him down in the bedroom. Have a cool or warm drink ready for him.
  • Arrange his pillow and offer to take off his shoes. Speak in a low, soothing and pleasant voice.
  • Don’t ask him questions about his actions or question his judgment or integrity. Remember, he is the master of the house and as such will always exercise his will with fairness and truthfulness. You have no right to question him.
  • A good wife always knows her place.
  • Ergo prima di tagliare le cipolle passate la lama del coltello sotto l’acqua del rubinetto, ripetendo l’operazione di tanto in tanto se le cipolle sono tante.

    Basterà a evitare le irritazioni oculari.

     

    Nota: Allan Bay in un suo libro cita la tecnica di mettere le cipolle qualche minuto in freezer prima di tagliarle, ma anche lui dice di non aver mai provato. Testerò prossimamente.

    E’ la nemesi di ogni aspirante casalinga (camicie in particolare), e non dirò che padroneggiare la tecnica sia cosa facile, ma con alcuni accorgimenti preliminari l’impresa sarà molto meno ardua del previsto.

    La regola fondamentale è: stendere MOLTO bene.
    Appena tirata fuori la roba dalla lavatrice, innanzitutto, sbattetela con energia: questo farà andare via le pieghe grosse da centrifuga.
    Poi stendete evitando di fare pieghe; se non potete (leggi: lenzuola) fate possibilmente un’unica piega.
    NOTA: ok che poi non li stirate, ma i maglioni stendeteli in orizzontale sulla griglia dello stendino, altrimenti ve li ritrovate di volta in volta più lunghi causa il peso della stoffa bagnata.
    Per le camicie prendete degli ometti – NON quelli di metallo da tintoria che rischiano di lasciar giù ruggine anche se vi sembrano nuovi, meglio quelli in plastica o legno verniciato con spalla sagomata – e appendeteci le camicie senza che stiano a contatto con nient’altro: vedrete che una volta asciutte avranno solo una leggerissima stropicciatura.

    A questo punto passate alla selezione della roba da stirare – c’è chi stira pure le mutande, fate vobis: io vedo che una volta steso bene il 90% delle cose sono evitabili quindi mi concentrerò su biancheria per la casa e camicie.

    Per la prima (tovaglie, lenzuola e - se volete stirarli – asciugamani e asciugapiatti) non dovreste avere difficoltà ma fate attenzione a cercare di piegare ogni genere delle stesse dimensioni, possibilmente in misura ad occhio del cassetto/ripiano in cui vanno, altrimenti vi ritrovate con colonne pericolanti.

    Per le seconde ci sono varie teorie sull’ordine con cui procedere, io mi trovo meglio con questo:
    - colletto
    - schiena (tenendo allargate le falde davanti come ali)
    - falde davanti, passando bene con la punta del ferro tra i bottoni
    - maniche
    - ripassatina a schiena e falde se ci avete preso dentro.

    et voilà!

    il pesce a tavola

    venerdì 3 ottobre 2008

    Come richiesto qui ecco alcune istruzioni per non fare brutta figura se dovete mangiare, previa pulitura, il pesce a tavola.

    Innanzitutto, il coltello non si usa MAI, salvo non sia l’apposito coltello da pesce. Se non è questo il caso, dovete usare la sola forchetta, adoperandola di taglio quando occorre il coltello.
    Una volta che avete forchetta e coltello in mano e il pesce adagiato nel piatto, la cosa è molto più semplice di quello che immaginiate:
    tagliare il pesce a metà per il lungo (dalla testa alla coda), affondando fino ad incontrare la lisca;
    togliere, mettendo sul lato del piatto, le due parti del filetto così staccate;
    eliminare, mettendo sull’altro lato del piatto, testa e coda;
    prendere la lisca centrale (che risulterà a questo punto bella adagiata sul filetto di sotto) a un’estremità, staccarla tirandola con ESTREMA delicatezza e farle raggiungere gli altri scarti;
    mangiare i filetti facendo attenzione alle pochissime lische rimaste.

    Per i crostacei vale il discorso delle lumache, salvo non siate in una compagnia informale, nel qual caso van bene anche le mani (che il galateo autorizza solo per il pollo arrosto). Io personalmente preferisco comunque il coltello anche nel caso dei crostacei, ma l’effetto è molto di squartamento. Pulp. Molto pulp. Pure troppo.

    calze di nylon

    giovedì 2 ottobre 2008

    Non pretendo che giriate con la scorta in borsetta se si rompono, ma se si rompono, almeno bloccate la smagliatura con dello smalto trasparente.

    Ovvio che se dovete acquistare a quel punto comprate le calze, ma se siete ospite di un’amica a volte è più facile che abbia lo smalto!

    mani e smalto

    lunedì 29 settembre 2008

    Non che io sia un’esperta, ma le regole base per mani curate (non pretendete da me perfette, il mio lavoro è comunque incompatibile con la manicure) sono:
    - togliere qualunque traccia di smalto; l’acetone è molto aggressivo (oltre che puzzolente) ma esistono ormai molti prodotti più delicati e profumati
    - limare la forma (a vostro gusto)
    - ammorbidire la pelle mettendo a bagno le dita, togliere le cuticole e spingere indietro la pelle il più possibile lontana dalle unghie
    - usare un qualunque prodotto rinforzante
    - incremare
    - mettere lo smalto

    Trasparente o colorato che sia, si procede sempre così:
    - passare il pennellino lungo l’interno del collo del tubetto per togliere l’eccesso
    - dare una pennellatina sulla punta dell’unghia (è la parte dove si prende più dentro e vien via prima, così si rinforza lo strato e si ovvia all’inconveniente)
    - dare la passata centrale partendo dalla base verso la punta, al centro dell’unghia
    - dare un’altra passata nello stesso modo subito a destra della prima, e un’altra subito a sinistra
    - non fare MAI tutta l’unghia ma lasciare sempre i bordini laterali.

    Ci sono diverse teorie su una o più mani, su un’ulteriore mano di trasparente sopra il colorato ecc. ecc. ma fatelo per me: i disegnetti e brillantini vari sulle unghie lunghe un chilometro stanno male a tutte sopra i 9 anni. Peraltro, le unghie lunghe un chilometro stanno bene solo alle ballerine di lapdance e alle ex veline – cioè, stanno male anche a loro, ma è come sparare sulla croce rossa del gusto estetico.

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