Zittaestira
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pulire l’argento: il servizio da 12 e gli orecchini del mercatino
giovedì 29 gennaio 2009
Lasciare gli oggetti più grandi a bagno in acqua e bicarbonato; strofinare gli oggetti più piccoli (e lavorati) direttamente con la polvere di bicarbonato.
Puzza anche meno – ed è più ecologico… – dell’argentil (non che ci voglia molto…)
il pesce a tavola
venerdì 3 ottobre 2008
Come richiesto qui ecco alcune istruzioni per non fare brutta figura se dovete mangiare, previa pulitura, il pesce a tavola.
Innanzitutto, il coltello non si usa MAI, salvo non sia l’apposito coltello da pesce. Se non è questo il caso, dovete usare la sola forchetta, adoperandola di taglio quando occorre il coltello.
Una volta che avete forchetta e coltello in mano e il pesce adagiato nel piatto, la cosa è molto più semplice di quello che immaginiate:
tagliare il pesce a metà per il lungo (dalla testa alla coda), affondando fino ad incontrare la lisca;
togliere, mettendo sul lato del piatto, le due parti del filetto così staccate;
eliminare, mettendo sull’altro lato del piatto, testa e coda;
prendere la lisca centrale (che risulterà a questo punto bella adagiata sul filetto di sotto) a un’estremità, staccarla tirandola con ESTREMA delicatezza e farle raggiungere gli altri scarti;
mangiare i filetti facendo attenzione alle pochissime lische rimaste.
Per i crostacei vale il discorso delle lumache, salvo non siate in una compagnia informale, nel qual caso van bene anche le mani (che il galateo autorizza solo per il pollo arrosto). Io personalmente preferisco comunque il coltello anche nel caso dei crostacei, ma l’effetto è molto di squartamento. Pulp. Molto pulp. Pure troppo.
lavatrici per poche persone
giovedì 25 settembre 2008
A casa mia si era in sei e mia mamma poteva sbizzarrirsi dividendo i capi per colore, temperatura e volendo colore dei capelli del proprietario, e faceva comunque un carico completo per tipo.
Oggi – a meno che non viviate in una comune – questo è molto più difficile, ma avete ben due possibilità:
- aspettare di riempire un carico per tipo, diciamo una volta ogni due settimane.
- utilizzare un meraviglioso ritrovato della tecnica o della chimica o quello che è denominato acchiappacolore.
Quest’ultima soluzione è meno ecologica (la disperata ricerca di una versione biodegradabile o almeno non troppo inquinante finora si è rivelata infruttuosa), ma nel caso la adottiate non fidatevi di quello liquido; limitatevi a schiaffare dentro un paio di foglietti e voilà, il gioco è fatto.
Nel primo caso… beh fornitevi di un buon deodorante per ambienti (l’incenso è ecologico).