Zittaestira
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uomini, nostalgicamente illusi
martedì 16 dicembre 2008
Pubblico con emancipata soddisfazione questo raro contributo maschile che offre a noi donne un’interessante visione di un passato che NON tornerà.
[tratto da qui]
per comparire bisogna soffrire, ma per mangiare no
mercoledì 22 ottobre 2008
Ergo prima di tagliare le cipolle passate la lama del coltello sotto l’acqua del rubinetto, ripetendo l’operazione di tanto in tanto se le cipolle sono tante.
Basterà a evitare le irritazioni oculari.
Nota: Allan Bay in un suo libro cita la tecnica di mettere le cipolle qualche minuto in freezer prima di tagliarle, ma anche lui dice di non aver mai provato. Testerò prossimamente.
lo stiro & lo stendere, ovvero come ridimensionare uno spauracchio
mercoledì 8 ottobre 2008
E’ la nemesi di ogni aspirante casalinga (camicie in particolare), e non dirò che padroneggiare la tecnica sia cosa facile, ma con alcuni accorgimenti preliminari l’impresa sarà molto meno ardua del previsto.
La regola fondamentale è: stendere MOLTO bene.
Appena tirata fuori la roba dalla lavatrice, innanzitutto, sbattetela con energia: questo farà andare via le pieghe grosse da centrifuga.
Poi stendete evitando di fare pieghe; se non potete (leggi: lenzuola) fate possibilmente un’unica piega.
NOTA: ok che poi non li stirate, ma i maglioni stendeteli in orizzontale sulla griglia dello stendino, altrimenti ve li ritrovate di volta in volta più lunghi causa il peso della stoffa bagnata.
Per le camicie prendete degli ometti – NON quelli di metallo da tintoria che rischiano di lasciar giù ruggine anche se vi sembrano nuovi, meglio quelli in plastica o legno verniciato con spalla sagomata – e appendeteci le camicie senza che stiano a contatto con nient’altro: vedrete che una volta asciutte avranno solo una leggerissima stropicciatura.
A questo punto passate alla selezione della roba da stirare – c’è chi stira pure le mutande, fate vobis: io vedo che una volta steso bene il 90% delle cose sono evitabili quindi mi concentrerò su biancheria per la casa e camicie.
Per la prima (tovaglie, lenzuola e - se volete stirarli – asciugamani e asciugapiatti) non dovreste avere difficoltà ma fate attenzione a cercare di piegare ogni genere delle stesse dimensioni, possibilmente in misura ad occhio del cassetto/ripiano in cui vanno, altrimenti vi ritrovate con colonne pericolanti.
Per le seconde ci sono varie teorie sull’ordine con cui procedere, io mi trovo meglio con questo:
- colletto
- schiena (tenendo allargate le falde davanti come ali)
- falde davanti, passando bene con la punta del ferro tra i bottoni
- maniche
- ripassatina a schiena e falde se ci avete preso dentro.
et voilà!
il pesce a tavola
venerdì 3 ottobre 2008
Come richiesto qui ecco alcune istruzioni per non fare brutta figura se dovete mangiare, previa pulitura, il pesce a tavola.
Innanzitutto, il coltello non si usa MAI, salvo non sia l’apposito coltello da pesce. Se non è questo il caso, dovete usare la sola forchetta, adoperandola di taglio quando occorre il coltello.
Una volta che avete forchetta e coltello in mano e il pesce adagiato nel piatto, la cosa è molto più semplice di quello che immaginiate:
tagliare il pesce a metà per il lungo (dalla testa alla coda), affondando fino ad incontrare la lisca;
togliere, mettendo sul lato del piatto, le due parti del filetto così staccate;
eliminare, mettendo sull’altro lato del piatto, testa e coda;
prendere la lisca centrale (che risulterà a questo punto bella adagiata sul filetto di sotto) a un’estremità, staccarla tirandola con ESTREMA delicatezza e farle raggiungere gli altri scarti;
mangiare i filetti facendo attenzione alle pochissime lische rimaste.
Per i crostacei vale il discorso delle lumache, salvo non siate in una compagnia informale, nel qual caso van bene anche le mani (che il galateo autorizza solo per il pollo arrosto). Io personalmente preferisco comunque il coltello anche nel caso dei crostacei, ma l’effetto è molto di squartamento. Pulp. Molto pulp. Pure troppo.
calze di nylon
giovedì 2 ottobre 2008
Non pretendo che giriate con la scorta in borsetta se si rompono, ma se si rompono, almeno bloccate la smagliatura con dello smalto trasparente.
Ovvio che se dovete acquistare a quel punto comprate le calze, ma se siete ospite di un’amica a volte è più facile che abbia lo smalto!
mani e smalto
lunedì 29 settembre 2008
Non che io sia un’esperta, ma le regole base per mani curate (non pretendete da me perfette, il mio lavoro è comunque incompatibile con la manicure) sono:
- togliere qualunque traccia di smalto; l’acetone è molto aggressivo (oltre che puzzolente) ma esistono ormai molti prodotti più delicati e profumati
- limare la forma (a vostro gusto)
- ammorbidire la pelle mettendo a bagno le dita, togliere le cuticole e spingere indietro la pelle il più possibile lontana dalle unghie
- usare un qualunque prodotto rinforzante
- incremare
- mettere lo smalto
Trasparente o colorato che sia, si procede sempre così:
- passare il pennellino lungo l’interno del collo del tubetto per togliere l’eccesso
- dare una pennellatina sulla punta dell’unghia (è la parte dove si prende più dentro e vien via prima, così si rinforza lo strato e si ovvia all’inconveniente)
- dare la passata centrale partendo dalla base verso la punta, al centro dell’unghia
- dare un’altra passata nello stesso modo subito a destra della prima, e un’altra subito a sinistra
- non fare MAI tutta l’unghia ma lasciare sempre i bordini laterali.
Ci sono diverse teorie su una o più mani, su un’ulteriore mano di trasparente sopra il colorato ecc. ecc. ma fatelo per me: i disegnetti e brillantini vari sulle unghie lunghe un chilometro stanno male a tutte sopra i 9 anni. Peraltro, le unghie lunghe un chilometro stanno bene solo alle ballerine di lapdance e alle ex veline – cioè, stanno male anche a loro, ma è come sparare sulla croce rossa del gusto estetico.
lavatrici per poche persone
giovedì 25 settembre 2008
A casa mia si era in sei e mia mamma poteva sbizzarrirsi dividendo i capi per colore, temperatura e volendo colore dei capelli del proprietario, e faceva comunque un carico completo per tipo.
Oggi – a meno che non viviate in una comune – questo è molto più difficile, ma avete ben due possibilità:
- aspettare di riempire un carico per tipo, diciamo una volta ogni due settimane.
- utilizzare un meraviglioso ritrovato della tecnica o della chimica o quello che è denominato acchiappacolore.
Quest’ultima soluzione è meno ecologica (la disperata ricerca di una versione biodegradabile o almeno non troppo inquinante finora si è rivelata infruttuosa), ma nel caso la adottiate non fidatevi di quello liquido; limitatevi a schiaffare dentro un paio di foglietti e voilà, il gioco è fatto.
Nel primo caso… beh fornitevi di un buon deodorante per ambienti (l’incenso è ecologico).
le posate
mercoledì 24 settembre 2008
Vanno sempre, sempre, sempre messe così: forchetta/e a sinistra del piatto, coltello/i a destra con la lama verso il piatto, cucchiaio a destra del/i coltello/i.
Le posate da frutta e/o dessert vanno in testa al piatto, in ordine verso l’alto: coltello, forchetta, cucchiaino, e con il manico verso la rispettiva posata principale (che poi è come si prendono per impugnarle).
Se si tratta di una serata importante e mettete più posate, o vi ritrovate a mangiare con più posate, vale sempre il consiglio di Pretty woman: prima si usano quelle più esterne, e così a procedere.
Per le lumache invece non fate come Pretty woman. Detto francamente, se non le sapete pulire e non potete permettervi brutte figure, lasciate perdere.
come non sciupare i vestiti da sera
martedì 23 settembre 2008
Ormai armadi lunghi non ne esistono più.
Per non dover stirare ogni volta tutto il fondo degli abiti lunghi, rovesciarli e metterli piegati su un ometto da pantaloni, in modo che venga una sola piega che andrà via con un semplice colpo di ferro.
Oppure date una mossa alla vostra vita sociale e usateli, santo cielo!
avvertenze
giovedì 18 settembre 2008
Tendenzialmente non si dispensano consigli su richiesta, a meno che non siate disposti ad attendere i tempi di verifica!
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