Archivi giornalieri: 27 marzo 2009

rivelazioni

E’ una settimana che rimugino sull’ultimo post, sul fatto che il giorno prima avevo discusso con una non utente (cioè, non iscritta) che pretendeva di studiare lì e tanto a me che cosa mi importa, e sul commento di Iorek che in fondo è vero, ma chi me lo fa fare, e sul fatto che invece proprio non ci riesco. Avevo anche elaborato un’interessante teoria sul mio comportamento come ribellione inconscia al lassismo imperante e anche come ribellione politica antiberlusconiana – che comunque può tornare sempre utile.

Il fatto è che da due giorni sono in un altro istituto a sostituire un collega malato.
Qui non si sente volare una mosca.
Mi hanno chiesto se si poteva lasciare aperta la porta a fianco a me che cigolava, cosa di cui io non mi ero manco accorta, altro che disturbare.
I volumi sono in ordine perfetto perché gli utenti leggono il cartello che dice di non riporli.
Non devo discutere su nessuna regola del regolamento, né sui cellulari, né sui tesserini, né sulle borse (l’usanza è leggermente diversa qui ma più o meno ci siamo), e se putacaso devo rammentarle nessuno, nessuno, e ripeto NESSUNO si sogna di discuterle, ma si scusa (a volte vergognandosi pure un po’).
I docenti non solo si vedono qui e non chiamano per far eseguire i loro ordini, ma si vanno pure a prendere i libri da soli (tranne quelli molto anziani che a volte chiedono anche aiuto con le prenotazioni via computer, ma sempre senza pretese e scusandosi del disturbo), sono gentili, e addirittura fanno qualche battuta letterario-latinista con aria complice e non come se tu fossi una commessa schiava a loro disposizione. In più quando capiscono che non sei del luogo ti spiegano le particolarità della biblioteca e si scusano di seccarti se non sai dove si trova la tal sezione riservata (che, benché qui temporaneamente, comunque dovrei sapere…). Se poi vedono che sono incinta, si fanno in quattro per riporre loro i libri.

Un sogno. Un paradiso. Dovrei venire qui una volta a settimana come camera di decompressione per rendermi conto che la gente no, non è tutta come la mia utenza abituale.

Ma soprattutto allora… allora… NON SONO IO!!!