Perché avremmo una mente se non per fare a modo nostro?
(Fedor Dostoevskij)

domenica, 12 ottobre 2014

storie | dal ponte, vissute

Great minds think alike

Ieri Fede non ha potuto essere il testimone del nostro carissimo amico Iorek a causa di una deadline di lavoro a Roma.
Due settimane fa, lo sposo mi scrive: Ho un’idea geniale! Facciamo fare un cartonato di Fede, hai mica una sua foto recente ?
Come no, solo fatta col cellulare quindi risoluzione troppo bassa, quindi chiedo a mio cognato che fa queste cose di lavoro e ha passato qualche giorno con noi in vacanza con una macchina fotografica decente, insomma per farla breve non solo trova un ottimo primo piano ma me lo monta su un tizio vestito da cerimonia con un risultato davvero sopraffino che mi fa quasi cascare dalla sedia, e me lo fa stampare a grandezza naturale. Mio compito è portarlo al matrimonio.

Una settimana fa l’uomo con cui ho deciso di passare la mia vita mi dice: Tesoro, ho avuto un’idea geniale. Ho comprato su Amazon una bambola gonfiabile maschile*, arriverà IN UFFICIO DAI TUOI, poi la gonfio, la vesto, ci metto la mia foto e la porti al matrimonio in mia vece.

Io li amo moltissimo. Tutti e due. Tre. Quattro!

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*anatomicamente scorretta, per chi se lo chiedesse.

lunedì, 1 settembre 2014

storie | dal ponte, di me

cose eccitanti della vita matrimoniale

– olèèèèèèèèèèèè! Evviva! Gioia e tripudio!
– cosa? Che è successo?
– …
– …
– ehm…
– dimmi.
– la app dell’esselunga ha aggiunto la lista della spesa.
– …
– …
– festeggiamo.
– ti amo tesoro.
– ti amo anch’io.

mercoledì, 20 agosto 2014

storie | di Pinocchi & pugili

Idee geniali

Secondo me se si studiasse l’innalzamento di temperatura dei bambini quando dormono si risolverebbe il problema energetico mondiale.

mercoledì, 21 maggio 2014

storie | di me, di Pinocchi & pugili, vissute

le cose importanti

(attenzione: questo post parla di genitorialità)

La scorsa settimana io e Fede siamo andati al cinema dopo secoli, a vedere ‘La mafia uccide solo d’estate’ (consigliatissimo).

Oggi a scuola il menu, in ricordo di Capaci (che è avvenuta il 23 ma non ci formalizziamo), prevede prodotti di Libera Terra, e dopo consultazione con le maestre io e Fede abbiamo deciso che Giorgio è abbastanza grande per almeno un accenno. Questa la conversazione.

– Giorgio, oggi a scuola mangerete un menu speciale. Devi sapere che tanti anni fa in Sicilia c’era un eroe che combatteva dei cattivi per mandarli in prigione. E a un certo punto loro l’hanno ucciso.
– quindi ha perso?
– no, perché così tante persone che non lo sapevano hanno capito che i cattivi erano cattivi, e si sono messi a combattere anche loro.
– e hanno vinto?
– … non ancora, ma hanno tolto ai mafiosi – così si chiamano i cattivi – tantissimi terreni e oggi voi mangerete le cose che sono state coltivate su questi terreni.
– ma i cattivi sono solo in Sicilia?
– no, anche fuori.
– anche da noi?
– sì, anche da noi.
– anche in Inghilterra?
– sì, anche in Inghilterra.
– ah. Ma si possono vincere?
– certo tesoro, e per farlo dobbiamo ricordarci di questi eroi che li hanno combattuti.
– e come si chiamava questo eroe?
– Giovanni Falcone, e poi c’era anche un altro eroe suo amico, Paolo Borsellino.
– va bene.

Giorgio era molto colpito perché avevo gli occhi lucidi, mentre lo raccontavo. E non solo perché mi commuove sempre, pensarci, a tutto quel coraggio e forza, ma perché sono consapevole che questo è stato un momento importante, come genitore. Il passaggio da lavati i denti – non mettere le dita nel naso – non si parla con la bocca piena a un piano educativo diverso, difficile e complesso che costituisce una responsabilità immane, l’inizio di un cammino con i miei figli che ritengo fondamentale per le persone che saranno da adulti e su cui mi sento molto, molto impreparata.

Mi preparerò.

martedì, 1 aprile 2014

storie | di me

attenta a ciò che desideri

Oggi volevo iniziare quella cosa dei 100 giorni felici (lo so lo so. E’ la crisi di mezza età).

Mi sembrava carino, il 1° aprile.

Dopo di che – la tata è via, fede è partito 3 giorni per Roma, io e i bambini siamo in piena sindrome da post ora legale per cui i risvegli sono un disastro, ricordati borsa del nuoto del piccolo che domani inizia il corso all’asilo (il grande ce l’ha questo pomeriggio e grazie alla magica combinazione nonna + zia + tata forse riesce ad andarci perché io ho una riunione), per cui arrivo tardi al lavoro, dove trovo il programma bloccato, mi posticipano la riunione per cui se va bene riesco ad arrivare a prendere il piccolo al pelo, e mi tirano il bidone per pranzo all’ultimo momento e io odio mangiare da sola.

Dai manca ancora metà giornata, qualcosa salterà fuori!

lunedì, 11 novembre 2013

storie | di me

cose che prometto di non fare a un’amica con figli

Qualche giorno fa ho letto questo divertentissimo post:
http://tiasmo.wordpress.com/2013/11/08/10-cose-che-prometto-di-non-fare-a-una-amica-senza-figli/
tutto verissimo e condivisibilissimo. Se non fosse che alcune delle reazioni mi hanno portato a pensare che ormai ragioniamo per categorie: le mamme/le non mamme ecc. – cosa che ho sempre odiato anche non relativamente alla maternità.

Care amiche senza figli, non tutte le mamme sono così (io non ne ho mai commessa una, di queste cose, ad esempio). E anche se non è vero che in quanto senza figli una donna non possa capire una donna con figli, è anche vero che non tutte capiscono (come vedo spesso, peggio di una mamma che ti vuole insegnare a fare la mamma c’è solo una non mamma che ti vuole insegnare a fare la mamma), perché, banalmente, ci vuole molta empatia per capire una situazione che non hai mai vissuto (e non tutte le persone sono empatiche), e mentre tutte senza distinzioni siamo state donne senza figli, il contrario non è altrettanto assoluto.

Perciò, nello stesso spirito giocoso, ecco le cose che quando non avevo figli avrei dovuto promettere di non fare a un’amica con figli.

1. Non chiederò a una mia amica con figli di fare insieme sempre e solo cose dopo le 9 di sera o la domenica a pranzo, in questo caso rigorosamente senza portarsi i figli.

1a. Nel caso non riesca a organizzarsi per venire, se non le do alternative non mi lamenterò che non può mai vedermi.

1b. Nel caso riesca a organizzarsi per venire, non mi lamenterò se riceve telefonate su dove si trovano i pannolini o per dare il bacio della buonanotte alla terza volta che il pupo si sveglia.

2. Per quanto io sia empatica e possa capire, davvero non ho idea di cosa significhi non dormire più di 4 ore per volta per un tempo superiore alle 2 settimane (quella volta che sono stata in vacanza a Ibiza e ho voluto sperimentare la vita notturna full immersion), a meno di non essere stata in prigione a Guantanamo dove è tra le tecniche di tortura più utilizzate, per cui eviterò di sciorinare con sicumera tutta la mia competenza internettiana, per quanto dettata da buona volontà, sulle tecniche di addormentamento dei bambini: 9 su 10 le ha già sperimentate ed eviterò di mostrare stupore che non abbiano funzionato, e nell’altro caso eviterò di mostrare stupore che non ne fosse a conoscenza (tanto non funzionerà neanche quella).

3. Sì, lei se lo ricorda cosa significa essere senza figli, andare al cinema/teatro/discoteca, programmare una serata all’ultimo momento, sbronzarsi, flirtare, insomma essere una giovane donna pronta ogni minuto a partire per l’altro capo del mondo o a fare un giro di shopping che non contempli cose comode e lavabili ad alte temperature. Quindi eviterò di passare il tempo insieme o al telefono parlandole solo di questo per terminare con ‘E tu cosa hai letto/visto/fatto di interessante negli ultimi tempi?’ (che non contempli alcuna cosa relativa ai figli, vedi punto successivo).

4. Se ho l’incredibile fortuna di avere un’amica con figli che non parla solo di pannolini o in generale dei figli (anche perché magari, ehi! Quando non è con i figli magari la donna con figli vuol parlare d’altro come faceva un tempo, proprio perché ha ormai pochissimo tempo per farlo e parlarne) questo non significa che i figli vadano eliminati dalla conversazione perché a prescindere ‘che palle’: la donna con figli passa coi figli la gran parte del proprio tempo e non fa moltissimo d’altro che offra spunto per argomenti di conversazione diversi da quello, e non è detto che sia noioso a prescindere. E anche lo fosse, potrei ricordarmi di tutte quelle volte che la mia amica con figli ha ascoltato comprensiva ed annuendo per ore le mie vicessitudini sentimentali/lavorative/famigliari che al momento erano il mio centro del mondo, per cui potrei anche ascoltare quelle relative al suo attuale centro del mondo.

5. Un’amica con figli che – se non è una vip con personal trainer a casa – molto probabilmente ha messo su almeno una taglia è comunque un’amica e probabilmente non vi manderà affanculo quando farete le vittime perché il bellissimo tubino nero taglia 38 che avete acquistato nel vostro abituale giro di shopping settimanale non si abbina bene con le favolose scarpe tacco 12 prese in superofferta in quel posto dove devi andare ore prima a fare la coda che volevate mettere alla prima del film con posto riservato accanto a Brad Pitt. Lei non vi manderà affanculo, vi ci mando io.

6. Non pretenderò che la mia collega con figli rientri prima dalla maternità o rinunci all’orario di allattamento o venga demansionata perché tanto ha altre priorità, né le farò pesare che è stata in maternità o ha l’orario ridotto o spesso si deve assentare. E’ un suo diritto, ma vediamola egoisticamente: la futura generazione è quella che pagherà la poca pensione che avrò, quindi più figli ci sono più soldi vedrò (ahah).

7. Le donne con figli apprezzano enormemente le donne senza figli che ‘sono le più grandi alleate delle mamme. Sono spesso splendide zie putative, ci tengono ancorate alla vita vera, ci parlano senza falsetti e filastrocche e, a meno che non abbiano esagerato con l’alcol la sera prima, non ci rigurgitano addosso a tradimento. Ci ricordano chi siamo, facciamo in modo che non ci ricordino come delle stronze.’
Se entrambe le categorie si ricordano di non essere il centro del mondo ed entrambe fanno in modo che le altre non le ricordino come delle stronze, saranno tutte felici. Se no, in entrambi i casi, diciamolo: l’amicizia è un’altra cosa.