Archivio mensile:aprile 2006

Ovunque proteggi

Il 27 io e F. siamo andati al concerto di Capossela a Milano; prime due date esauritissime, abbiamo saputo in tempo di quella aggiuntiva. E’ un po’ il ‘nostro’ cantautore quindi ci tenevamo molto.
Lui ha scritto le sue impressioni qui, io altrove e le riporto.

Il concerto di Milano è stato semplicemente SPLENDIDO.
Innanzitutto come da consiglio ci sono arrivata leggermente ubriaca :oD
Scherzi a parte, tutta la prima parte del concerto (durato tre ore con una pausa di quattro minuti e mezzo!) era dal nuovo album; alcune canzoni che non mi piacevano neanche dall’album non mi hanno entusiasmato neppure dal vivo (le prime, alcune quasi disturbanti – Vinicio il tecno-porno lascialo a casa va’: come ha detto il mio accompagnatore, è meglio quando guarda il fondo del bicchiere che quando vola sulle ali dell’acido :oP ), ma il resto è stato molto affascinante ed estremamente visionario (grazie anche alle stupende ombre cinesi).
Però alla pausa ero un po’ delusa. A me Capossela (peraltro scoperto abbastanza di recente con un lungo giro di associazioni e rimandi) piace perché ti racconta cose quotidiane in una maniera che tu non riusciresti mai. Però sono reali. Invece quest’ultimo album è appunto estremamente visionario: molto bello cmq, ma non il motivo per cui amo Capossela. Non so spiegarmi: è come andare a un concerto di Gino Paoli e trovarti Ligabue. Amo entrambi ma non è quello che mi aspettavo.
Oltrettuto visto che era tardi pensavo avrebbe fatto qualche bis dai vecchi album e via. Invece i bis sono durati un’ora e un quarto :o)))
E le interpretazioni erano da urlo. Che coss’è l’amor cantata da tutta la platea; Pioggia in novembre che avevo sempre ascoltato come appunto si ascolta la pioggia fuori dalla finestra senza mai accorgermi che parla di Milano; Il tanco del murazzo da paura; eccetera eccetera eccetera… fino al veglione che sarebbe stata una chiusura perfetta (e buonanotte!) ma improponibile a un pubblico esaltato e quindi seguita da Ovunque proteggi, semplicemente da brivido. In tutto ciò intermezzi, conversazioni che non si sa bene dove andavano a parare, commenti a canzoni mai eseguite (‘bella vero? peccato che non l’ho mai finita’), esitazioni su cosa fare (‘bella anche questa, ma l’ho già fatta’) che rendevano l’atmosfera incredibilmente intima anche per le canzoni con più ritmo.
E il pezzo forte: un’intera banda di ottoni che era più fuori di lui e che pare fosse un fuori programma. Fantastico.

da qui a lì

appunti veloci.
Ultimamente qui – e altrove – non scrivo più di molte cose, come se istintivamente volessi tenerle per me.
Cmq.
Strano come una cosa porti a un’altra, ultimamente quasi a cascata.
1. Pasqua – Vangelo di Giuda – Omelia del Papa su Giuda – discussione su Giuda – perché ormai considero la mia fede una cosa quasi esclusivamente personale? (e fin qui il collegamento è evidente).
2. Politica – elezioni – sinistra – leggo cose che mi fan venire il nervoso – Costituzione: non più 2 giugno che 25 aprile? – perché 25 aprile = resistenza e basta? non è liberaz. dal fascismo? e gli americani? se la memoria è importante, perché solo parziale? – perché su certi argomenti/con certe persone non si può discutere? – perché mi sono stufata di discutere su queste cose? – perché mi sto tenendo lo spirito critico per me solo per non litigare? – cosa è la verità e perché la tua verità è più certa della mia verità? (vabbè qua poi si va sulla filosofia e non è pane per i miei denti – e cmq anche qui collegam. evidente).
Poi oggi grazie a una ricerca arrivo qui e con questo 1 si unisce a 2. Pazzesco.

 

Da segnare al volo:
«Combatto il comunismo, amo i comunisti» 1949, scomunica vaticana verso i comunisti
«La guerra non è soltanto una calamità, è un peccato», «Cristianamente e logicamente la guerra non si regge».

lagna

Considerando che son stata malissimo quasi tutto il weekend, ho lavorato col vecchio lavoro nel tempo rimanente, son riuscita ad infilarci una discussione politica con i miei come esordio, sono più stanca che mai e quindi nervosa e insofferente, in più leggo e sento robe che mi fan venire ancora più il nervoso, e, sì, sono anche in fase di camelie rosse, senza contare che mi è calato l’appetito e dormo pochissimo, nonché odio gli esami del sangue, il mio pensierino del lunedì sera è:

senso civico

Ieri sera alle 20.15 nel mio seggio aveva votato il 68 e passa per cento. In quello di un mio conoscente l’80.
Se non fosse che fuori dal mio seggio c’era un barbone a terra che si lamentava e nessuno si è fermato potrei quasi pensare che la coscienza civica degli italiani si è risvegliata.

addenda

E in più, ecco, non vedo cosa ci sia da essere così orgogliosi. Non dico che votare questa sinistra sia da coglioni, per carità, ma qua si tratta di votare il meno peggio. Boh, io non me ne vanterei.

politichiamo

Ma detto tra noi. Io tutto ‘sto scandalo e casino non lo capisco: c’era bisogno che lo dicesse cosa pensa degli italiani? Non ha avuto cinque anni per dimostrarlo? Francamente a me la cosa non stupisce proprio, e tocca ancor meno.
E visto che anche quegli altri, anche se non lo dicono, coi fatti dimostrano di pensar la stessa cosa, la sensazione domininante è nausea assoluta. Che poi domenica farò quel che ho deciso di fare, ma qua si tratta solo di vedere chi piglia meglio per i fondelli.
E non vedo l’ora che sia finita e sapere di che morte dobbiam morire, che qua mi sa che son cazzi amari comunque vada, qualunque altra visione del futuro secondo me è solo prendersi in giro. Almeno non raccontiamoci balle.

Che schifo.

corsi e ricorsi

Ci han concesso solo una vita
Soddisfatti o no qua non rimborsano mai

Strade troppo strette e diritte
Per chi vuol cambiar rotta oppure sdraiarsi un po’
Che andare va bene però
A volte serve un motivo, un motivo
Certi giorni ci chiediamo è tutto qui?
E la risposta è sempre sì

Dicono che noi ci stiamo buttando via
ma siam bravi a raccoglierci

Non è tempo per noi che non ci adeguiamo mai
Fuori moda, fuori posto, insomma sempre fuori dai

Non è tempo per noi che non vestiamo come voi
Non ridiamo, non piangiamo, non amiamo come voi
Forse ingenui o testardi
Poco furbi casomai
Non è tempo per noi e forse non lo sarà mai

(Non è tempo per noi, Ligabue)